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L’Aquila accoglie Beverly Pepper, la scultrice USA ha ideato un teatro all’aperto per il Parco del Sole

L’Aquila. Nel mondo è conosciuta per le sue splendide sculture monumentali e opere di Land Art, per L’Aquila ha ideato, da collocare nel Parco del Sole dove si trova la Basilica di Collemaggio, ‘Amphiteather”, un grande teatro all’aperto. La scultrice statunitense Beverly Pepper lo ha pensato come “una scultura ambientale che le persone possono utilizzare non solo per eventi teatrali, ma anche per scopi sociali e culturali. E’ stato progettato anche per riunire le persone durante gli inverni freddi d’Abruzzo e può diventare una pista di pattinaggio”. Beverly Pepper oggi era a L’Aquila per un sopralluogo, ospite della Fondazione Carispaq tramite la quale ha donato alla città “le Colonne di Narni”, due sue storiche sculture in acciaio, alte oltre 6 metri e con diametro di 60 centimetri, che saranno posizionate all’ingresso del Parco. Oggi, dopo il sopralluogo nell’area verde Beverly Pepper è stata salutata e ringraziata in un incontro nella sede del Consiglio regionale d’Abruzzo dal presidente Giuseppe Di Pangrazio, dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dal presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani. “Questo prezioso progetto – ha dichiarato Di Pangrazio – contribuisce a qualificare L’Aquila come città dell’arte e della cultura. Il capoluogo d’Abruzzo, per le sue peculiarità, riesce ancora a richiamare artisti di fama mondiale. Oggi abbiamo vissuto un momento di internazionalità di grande spessore che ha incorniciato un’idea eccezionale che si comincia a concretizzare con la consegna delle due colonne artistiche alla città” Presente in tutti i principali musei del mondo, Pepper attualmente vive e lavora tra Todi e New York. Nel gennaio 2015 le fu conferita, dall’allora presidente Giorgio Napolitano, l’onorificenza di Commendatore all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Il progetto di donazione, iniziato alcuni anni fa con il Comune dell’Aquila, è stato portato a termine dalla Fondazione Carispaq che ha sostenuto le spese di trasporto delle opere dagli Stati Uniti. La vicenda rientra nel programma “Nove artisti per la ricostruzione”, a cura del critico d’arte Roberta Semeraro, proposto nel 2010 al Comune in seguito al dibattito apertosi alla Biennale d’Architettura del 2009 con l’evento ‘E-picentro’ sul tema della ricostruzione nell’aquilano come ricostruzione di un’identità collettiva. La riqualificazione dello spazio verde è a cura di Eni Spa.

Il progetto è stato sostenuto nella fase organizzativa iniziale anche dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia (limitatamente all’opera di Pepper). Il 3 agosto 2017 Beverly Pepper ha donato le sculture alla Fondazione perché siano installate permanentemente all’ingresso del teatro che sarà inaugurato nella primavera/estate 2018. “Attraversando circa un secolo di storia – dichiara Roberta Semeraro – Beverly Pepper ha dimostrato come l’arte sia un linguaggio internazionale che supera il tempo e i confini fisici e geografici. Dalle monumentali sculture urbane alle opere di land art realizzate in tutto il mondo, Pepper dialoga sempre con l’ambiente circostante. Lo spazio per Pepper è anche il luogo della memoria, e per questo l’artista nella sua Amphiscultpture ideata per L’Aquila richiama la Basilica di Collemaggio nei suoi materiali e motivi architettonici”. L’8 marzo 2011, ricorda Semeraro, durante il primo sopralluogo all’Aquila, l’artista ammirava la bellezza del Parco del Sole incorniciato dalle montagne e incontrò alcuni giovani sul prato a prendere il sole e chiacchierare; è pensando a loro che l’artista ha ideato l’Amphisculpture. “Non è monumento celebrativo dell’arte – spiega Semeraro – ma una scultura, una forma viva, un teatro universale dove troveranno posto tutti coloro che vorranno accedervi e dove si svolgerà l’intramontabile spettacolo della natura. Questo senso di grande apertura che si respira in tutta l’opera Beverly Pepper è espressione di alta modernità”.