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L’Aquila capitale italiana della cultura 2021, Biondi: da Pescara segno di generosità. Ecco logo e slogan

Seduta del consiglio comunale su dossier della candidatura

L’Aquila. “Il sostegno del vicesindaco di Pescara, Giovanni Santilli, è un segnale di fratellanza e generosità, ora L’Aquila ha un progetto rivitalizzante”. Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Bondi, nella seduta aperta del Consiglio comunale sulla candidatura dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2021. Proprio a sottolineare l’importanza della presenza dell’amministrazione pescarese, Biondi ha ricordato che “il 26 febbraio 1971 il tranquillo Abruzzo arse sotto i moti dell’Aquila, a rivendicare il suo primato in una competizione atavica con la città di Pescara”.

“Il sostegno di Pescara ci dice che questa terra è capace di generosità, è unita, è realmente emancipata e profondamente lucida. Nel segno della cultura”, ha continuato Biondi, “quello stesso segno, prezioso come l’oro, impresso nel profilo della Basilica di Collemaggio, logo del progetto, disegnato dal fumettista Maicol&Mirco, docente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila”. Il brand è frutto di un lavoro congiunto tra l’Accademia e la struttura comunale che ha ideato lo slogan di accompagnamento “La cultura lascia il segno”. “Per un territorio come il nostro – ha detto Biondi – le cui origini culturali sono un vessillo universalmente riconosciuto, è un riannodarsi. È l’essersi rotti, ricuciti, impreziositi, e finalmente pronti, insieme, a ricreare. Il dossier che stiamo costruendo, per cui raccogliamo una partecipazione corale e pronta, è frutto di volontà, professionalità e fiducia. E siccome è il risultato di tutti noi, in caso di mancata conquista del titolo, non lo terremo chiuso nel cassetto come uno dei tanti tentativi esperiti e mal riusciti. Ne faremo, invece, uno strumento di programmazione, strategico, che con la cultura ci consentirà di lasciare il segno del compimento”. “Il ‘kintsugi’ è l’antica pratica giapponese usata per riparare gli oggetti, letteralmente ‘riparare con l’oro”.

“I punti di rottura sono sanati da materiale prezioso, ad accentuare la frattura”, ha concluso Biondi, “la riparazione diventi la traccia esplicita e visuale del percorso di recupero, sopravvivenza ed esistenza arricchita di significato dall’esperienza che si è stati in grado di superare. Il riconoscimento a patrimonio immateriale dell’Unesco della Perdonanza celestiniana è un risultato tangibile di questo processo di rigenerazione. Noi siamo il nostro tesoro. Su di esso poggia un’invincibile rinascita”. Durante i lavori del Consiglio è intervenuto, tra gli altri, in collegamento da Milano, il coordinatore del progetto, Pierluigi Sacco, che ha spiegato la filosofia, i cardini e le linee base del dossier di candidatura dell’Aquila.