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L’Aquila, Commissione vigilanza regione Abruzzo: aggiornamenti su campagna antinfluenzale e vaccinazione

L’Aquila. Si sono svolti stamane i lavori della Commissione Vigilanza presieduta dal Consigliere Pietro Smargiassi (M5S), il quale ha relazionato sulle tematiche trattate.

“Sulla tematica della Campagna antinfluenzale abbiamo concluso i lavori ascoltando le risposte del Dott. D’Amario e dell’Assessore Verí alle domande poste nella passata seduta della Commissione.

Nella seduta dello scorso 3 dicembre erano state evidenziate le problematiche connesse ai segnalati ritardi accumulati dalla Regione Abruzzo nella fase di approvvigionamento e distribuzione delle dosi di vaccino.

Si era chiesto conto sulla veridicità circa la distribuzione nelle prossime settimane di 100.000 dosi di vaccino. Si è posto risalto alla situazione per la quale, a oggi tra acquistato e distribuito, il numero di dosi é ben al di sotto della soglia utile necessaria per soddisfare l’intera domanda su Regione Abruzzo, con la conseguenza che non si riuscirà a chiudere la campagna entro il 15 dicembre.

Le preoccupazioni evidenziate erano state peraltro confermate anche da alcuni auditi, tra cui il Presidente regionale di Federfarma Visini, il dott. Grimaldi quale segretario del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, e il dott. Silvio Basile del Sindacato Medici Italiani. Quest’ultimo aveva anche segnalato il grave paradosso per il quale i cittadini addossano ai medici la responsabilità sulle carenze delle dosi, per questo aveva richiesto un atto di assunzione di responsabilità sulle carenze di vaccini. Sull’argomento era stato audito il Commissario di ARIC, dott.ssa Valenza, la quale aveva precisato che ogni richiesta di approvvigionamento pervenuta era stata tempestivamente evasa con distinte procedure di affidamento.

Oggi – spiega ancora Smargiassi – il dott. D’Amario ha evidenziato preliminarmente di non condividere la data limite del 15 dicembre per la chiusura della campagna di vaccini in quanto, a suo dire, a oggi non è possibile conoscere i picchi stagionali di contagio. D’Amario ha anche chiarito che non è semplice avere un quadro sulla congruità delle dosi visto che le stime sul fabbisogno di vaccini, mai come quest’anno, potrebbero essere condizionate delle variabili mai contemplate quali, ad esempio, l’uso delle mascherine per combattere la diffusione del Covid che potrebbe incidere anche sulla diffusione dell’influenza.

Il Direttore ha chiarito che la procedura di conservazione dei vaccini prevederà nei punti di raccolta delle alimentazioni a continuità elettrica che garantiscano la conservazione dei vaccini anche in ipotesi di perdita di potenza o peggio di black out. La tematica era stata evidenziata perché in passato dei black out nelle aree di conservazione avevano comportato l’inutilizzabilità delle dosi di vaccino esposte ai cali di tensione.

D’Amario ha tenuto, in ultimo, a precisare che il fabbisogno è stato comunque costruito sulla base delle dosi utilizzate nell’anno precedente, individuato nello scorso mese di maggio, di concerto con le quattro asl. L’Assessore Verì ha segnalato che al 2 dicembre sono state somministrate circa 218000 dosi.

A parere di diversi commissari, però, sono rimaste comunque inevase diversi quesiti di notevole importanza, tali comunque da mantenere inalterati i timori circa i ritardi nella programmazione, sulla necessità di anticipare i tempi, vista la crisi pandemica in atto e, in ultimo, sull’esatta situazione delle dosi di vaccino necessarie, di quelle approvvigionate ed in arrivo e di quelle già somministrate. A oggi – conclude Smargiassi – vista la mancata produzione dei vaccini (problema che coinvolge tutte o quasi le regioni) non è possibile soddisfare la richiesta e non è possibile dire “quando” la situazione tornerà alla normalità in una situazione che, causa COVID, non potrà certo essere normale.  Resta la preoccupazione delle tante fasce sensibili ancora inevase”.