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L’Aquila Made in Italy, Marsilio: un mix tra innovazione e tradizione da riprodurre nelle filiere agricole

L’Aquila. “Grazie di aver voluto associare in questa bella piazza del mercato, il duro lavoro dei nostri coltivatori con la rinascita della nostra terra, portando nel cuore della città, come avveniva in passato, i prodotti della terra”. Con queste parole il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio ha salutato questa mattina all’Aquila l’iniziativa di Coldiretti Abruzzo “L’Aquila, Made in Italy – Valori e Progetti 10 anni dopo il Sisma”. Alla cerimonia di apertura ha partecipato anche l’assessore con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente.

“Fra non molto tempo” ha proseguito, “questa piazza del mercato tornerà a riappropriarsi della sua funzione di luogo di incontro e di scambio e il centro storico tornerà ad essere compitamente e pienamente vissuto dai suoi abitanti, facendo tornare, il suo volto, a splendere in maniera definitiva, come già splendono i palazzi restaurati su questo mix affascinante costituito da una città antica, ma che sembra costruita ieri nei palazzi appena restaurati”.

“Noi dobbiamo unire a questo processo di ricrescita e di rinascita anche la tutela delle nostre filiere agricole e dei nostri prodotti”, ha spiegato, “come Regione Abruzzo noi siamo impegnati ad investire su questo tema: il nostro assessore Imprudente sta facendo un grande lavoro per impedire che i tagli del passato possano produrre un danno, facendoci perdere risorse soprattutto sui fondi europei”.

“Stiamo lavorando per riallinearci con le tempistiche giuste”, ha precisato Marsilio, “e abbiamo bisogno anche dell’aiuto delle associazioni per arrivare a questo risultato e per programmare il prossimo ciclo in maniera migliore e sicuramente diversa da quello che è accaduto nel recente passato; anche perché la competitività nel settore dell’agricoltura è strettamente legata alla sua capacità di fare innovazione e di investire”.

Parlando della produzione agricola abruzzese, Marsilio ha detto che il settore non può essere competitivo sui grandi numeri perché non è in condizione di produrre grandi quantità, ma sicuramente deve e può lavorare sulla qualità e sui prodotti di nicchia: “in ogni vallata, in ogni paese del nostro Abruzzo c’è un prodotto diverso, con un modo diverso di coltivare, di produrre, di vendere e di cucinare quel prodotto: noi dobbiamo saper valorizzare questa diversità, ben sapendo che gli equilibri sono delicati perché la frammentazione rischia di creare troppe debolezze se non viene contrastata dalla capacità di fare rete, che diventa a sua volta un valore”. “Questo è il lavoro che già sta impegnando i nostri uffici” ha affermato il Presidente della Regione, “che può far fare un salto in avanti alla nostra agricoltura”.

Parlando del rapporto tra innovazione e tradizione, Marsilio ha detto che all’Aquila questa sinergia assume un rapporto fortemente simbolico, in ragione della vocazione di questa città che ha molto investito sul tema della innovazione: “quando 10 anni fa L’Aquila si è interrogata sulle prospettive da porsi per il proprio futuro, ha investito sull’innovazione e lo ha fatto attraverso le scuole di alta formazione che si sono insediate e attraverso alcune tipologie di industrie che puntano sulla sperimentazione; realtà che fanno di questa città, la frontiera avanzata della ricerca tecnologica e scientifica, pur essendo una città nata oltre 7 secoli fa”.

L’auspicio del presidente Marsilio è che la medesima sinergia tra tradizione innovazione, venga replicata anche nel settore della produzione agricola: il settore primario che conta in Abruzzo oltre 20 mila addetti che lavorano in maniera diretta nell’agricoltura, oltre a molti altri che lavorano nell’indotto. Questa forza produttiva ed economica si deve unire con la grande energia culturale e sociale che da sempre ha saputo ben rappresentare Coldiretti, vista come “un’associazione di lavoratori che non si limitano a produrre e a vendere i prodotti della terra, ma anche ad unire a questa attività la loro consapevolezza di ricerca culturale e di trasmissione di identità e di memoria”.