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Lavoratori dei call center aquilani, Padovani (PSI): anni di dura lotta, assicuriamo continuità lavorativa

L’Aquila. Torna a farsi sentire l’ansia del licenziamento per i lavoratori del settore dei call center aquilani. A dire la sua è Gianni Padovani, segretario provinciale PSI dell’Aquila.

“Dopo anni di dura lotta e di continue richieste alle istituzioni locali e non”, spiega Padovani, “vedo con piacere che ci si sofferma nuovamente a cercare di capire come poter attutire il colpo ora che i buoi sono quasi scappati dalla stalla, visto il prossimo passaggio da un’azienda all’altra. Un’attesa durata più di due anni, visto che l’ultimo incontro con il sindaco, il presidente della Regione e l’onorevole Pezzopane risale proprio a settembre 2017 senza aver portato risultati o seguiti se non sporadici richiami da parte di una forza politica piuttosto che l’altra durante il periodo elettorale”.

“È di un paio di giorni fa l’incontro dell’onorevole Pezzopane con una delegazione di rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e UIL”, precisa il segretario provinciale, “è con piacere che apprendo di questo incontro, è sempre bene riconoscere a Cesare quel che è di Cesare e l’impegno che l’onorevole ha dimostrato in questi anni al fine della risoluzione del problema. Un solo consiglio anche per lei: non lasciamoci trascinare in squallide faide interne e cerchiamo di coinvolgere tutte le forze sindacali presenti sul territorio, soprattutto quelle che rappresentano la maggioranza degli iscritti in uno dei poli di interesse”.

“Sediamoci piuttosto unitariamente e come forza coesa per ottenere che nessuno di questi lavoratori venga lasciato a casa o riassunto con stipendi indecorosi”, conclude, “torniamo a ragionare ed impegnarci per fare in modo che la città non si trovi più davanti a queste crisi che minacciano la stabilità economica di un intero territorio. Lavoriamo fin da ora non solo per portare a casa il risultato del rispetto dell’applicazione -parziale ahimè- della clausola sociale, ma soprattutto per assicurare una continuità lavorativa negli anni avvenire”.