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Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Lavori per la ricostruzione post terremoto fermi da dieci anni, cittadina scrive al prefetto

L’Aquila. Lavori per la ricostruzione post terremoto fermi da dieci anni, cittadina scrive al prefetto. Tra inutile burocrazia e mancata trasparenza la ricostruzione è ancora ferma così Maria Ricci, cittadina abruzzese, ha deciso di scrivere una lettera aperta a Cinzia Torraco, prefetto dell’Aquila.

“Mi rivolgo pubblicamente a Lei nella sua qualità di rappresentante dello Stato sul territorio”, si legge nella lettera, “senza alcun atteggiamento polemico, ma per esercitare il diritto civico di ogni cittadino di conoscere l’iter della pratica amministrativa che lo riguarda. Mi chiamo Maria Ricci, sono proprietaria di un immobile in via Umberto primo 81 nel centro storico di Castelvecchio Subequo, non sono residente in questo paese e l’appartamento è per me una seconda casa, ma amo l’Abruzzo e la sua gente. Faccio parte di quella numerosa schiera di persone che alimentano la cosiddetta economia di ritorno e costruiscono ponti tra le grandi città ed i piccoli e splendidi Borghi del nostro paese”.

“Il 6 aprile 2009”, scrive, “il terremoto dell’Aquila oltre a spezzare tante vite che ricordo sempre con affetto, ha reciso quel legame che ho appena descritto, la mia abitazione è stata dichiarata inagibile ed inserita nella Zona
Rossa di Castelvecchio Subequo. Dopo anni di oblio è iniziato il percorso della ricostruzione, si sono costituiti i consorzi e sono arrivate le promesse per un rapido rientro nelle abitazioni danneggiate. Il consorzio nel quale è inserito l’immobile di mia proprietà si chiama S.Anna ed ha all’interno dell’aggregato corrispondente anche la storica Chiesa di S. Giovanni Battista nel cuore del centro storico del paese”.

“I lavori del consorzio in questi 11 anni e mezzo non sono mai partiti e sembra che non partiranno nei
prossimi mesi, nessuno né l’Amministrazione Comunale e né la direzione del consorzio sono stati ad oggi in
grado di comunicarmi le congrue motivazioni di questa inerzia”, sottolinea la cittadina, “aspetto da oltre un decennio una ricostruzione che non arriva e quello che fa più male è l’attesa al buio senza conoscere il motivo di questa paralisi operativa, nonostante il legislatore abbia previsto degli interventi sanzionatori laddove i ritardi nell’inizio dei lavori non siano giustificati. Gentile Prefetto , mi creda, le scrivo con un sentimento di gratitudine perché sono sicura che alla sua autorità non si potranno negare le motivazioni dell’inerzia citata che oggi sono negate ad una cittadina. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà dare a questa richiesta di trasparenza”, conclude, “e le invio i più distinti saluti”.