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Le fiamme gialle sequestrano 35mila litri di gasolio, denunciate tre persone

Il gasolio si trovava in un deposito non autorizzato di Atessa

Chieti. La Guardia di Finanza di Ortona ha sequestrato 35mila litri di gasolio stoccati in un deposito non autorizzato di Atessa ed ha denunciato tre persone. Alla individuazione del deposito si è arrivati dopo che nei giorni scorsi i finanzieri hanno eseguito un accesso nel capannone individuato quale luogo di consegna del carburante per ottenere informazioni sull’acquisto di una rilevante quantità di tale prodotto, acquisto effettuato da una impresa ritenuta sospetta in quanto opera nel settore edilizio.

Le Fiamme Gialle hanno riscontrato la presenza di numerosi serbatoi metallici e cisterne in plastica contenenti gasolio e così sono subito scattati i controlli, con richieste agli Enti competenti per la verifica della prevenzione incendi, dell’autorizzazione comunale per l’impianto e la prevista denuncia all’Agenzia delle Dogane per il deposito privato. I riscontri hanno confermato l’assenza di qualsiasi autorizzazione o certificazione per il deposito di prodotti energetici e quindi i titolari del deposito sono stati denunciati per detenzione di materiali esplodenti.

Il carburante è stato sottoposto a sequestro per essere trasferito in un luogo sicuro. Sono in corso ulteriori indagini per verificare la provenienza del carburante, ma anche se vi è stato il regolare pagamento dell’accisa e dell’Iva, ”considerato il particolare settore commerciale, spesso collegato ad operazioni fraudolente e di riciclaggio finanziario”, si legge in una nota, “maggiormente sentite a livello nazionale e dell’Unione Europea, alle quali la Guardia di Finanza dedica particolare attenzione. L’attività di servizio – conclude la nota – conferma l’importanza del controllo economico del territorio eseguito dalle Fiamme Gialle per contrastare i traffici illeciti di vario genere che, alterando la leale concorrenza nel mercato, danneggiano le aziende ane, in un periodo contraddistinto dal faticoso tentativo di superare le conseguenze economiche negative del Covid 19. In tale ambito, assume sempre più rilevanza l’attività informativa, in stretta sinergia con l’analisi delle risultanze presenti nelle banche dati in uso al Corpo”.