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Le società storiche italiane in raduno all’Aquila: qual è lo stato di salute dell’arte italiana? Se ne parla all’Emiciclo

L’Aquila. I presidenti di tutte le Società Storiche italiane (Antica, Medievale, Moderna, Contemporanea e la Società Italiana delle Storiche) dal 9 all’11 maggio prossimo convergeranno all’Aquila nella prestigiosa sede di Palazzo dell’Emiciclo, per discutere lo stato dell’arte in Italia. L’occasione sarà la XVI assemblea annuale della Società Italiana per la Storia dell’età Moderna (SISEM). L’arrivo di centocinquanta storici all’Aquila che, in quei giorni, diventerà “Capitale italiana della Storia”, sarà un momento di intenso valore culturale e di riflessione storiografica sulle ricomposizioni delle identità storiche, con particolare attenzione al contesto aquilano a dieci anni dal sisma del 2009.

La SISEM, con il suo Presidente Luigi Mascilli Migliorini ha accolto con entusiasmo la proposta di tenere l’Assemblea annuale all’Aquila proprio nel 2019, in concomitanza con il decennale del sisma del 2009, così da condurre anche una riflessione sul rapporto Storia/Memoria in una comunità in cui il Passato si è fermato nelle sue tracce storiche e architettoniche per circa un decennio. Gli studiosi italiani e stranieri potranno osservare i progressi del processo di ricostruzione del tessuto urbano nei preziosi restauri, così come i vuoti e la traccia del sisma nella società.

Nel Convegno scientifico il termine “Ricostruzione” non sarà oggetto solo di studio della dimensione materiale, ma soprattutto di quella immateriale e del dibattito sui percorsi storiografici dell’attuale Storia moderna. Anche per questo, l’argomento del convegno, all’interno delle giornate di studio, sarà proprio “Ricostruire Storie”, in un momento in cui spesso il valore della Storia è messo ai margini negli spazi istituzionali. La trasmissione della Storia, dei luoghi e dei beni artistici, architettonici e archivistici, anche attraverso le potenzialità dei linguaggi multimediali, che consentono l’interattività nel processo di apprendimento, è la base della costruzione delle identità culturali in una pluralità di linguaggi.

I tre giorni di convegno vedranno numerosi interventi autorevoli tra storici e esponenti della cultura nazionale e internazionale, tra cui il responsabile di RAI Storia Giuseppe Giannotti, il presidente dell’AIPH (Società Italiana di Public History) Serge Noiret; l’editore Alessandro Laterza, il regista Lamberto Lambertini e Alberto Fasulo regista del film “Menocchio” (presentato al Festival del Cinema di Locarno). La responsabile del comitato organizzativo, Silvia Mantini (Università dell’Aquila), coordinerà anche la sessione legata al capoluogo abruzzese: “Laboratorio L’Aquila” in cui saranno presentate esperienze e modelli del comunicare storia post-sisma e non solo.

Inoltre verranno presentati le novità del Progetto INCIPICT Innovating City Planning through Information and Communication Technologies, uno studio dell’Università dell’Aquila che connette l’obiettivo di applicazione di nuove tecnologie, anche con il 5G, alla trasmissione della Storia nei nuovi edifici ristrutturati. I lavori si svolgeranno presso la Sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo sede del Consiglio Regionale e saranno intervallati dalla visita ai Palazzi storici e ad alcuni monumenti ristrutturati della città.