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Lettera aperta del sindaco Biondi ai colleghi di Abruzzo, Lazio e Umbria colpiti dal sisma: a voi la mia solidarietà, la nostra una battaglia di giustizia

L’Aquila. “Ai sindaci del terremoto del Centro Italia va la mia solidarietà. Ancora una volta, i comuni colpiti devono minacciare di tornare a scendere in piazza per veder riconosciuto il diritto alla sopravvivenza. Chiedono che, oltre alle pacche sulle spalle e ai sorrisi di circostanza, da Roma arrivi un segnale concreto, che dia loro la fiducia necessaria per ricostruire e consolidare il proprio futuro”, questi i toni della lettera aperta del primo cittadino aquilano Pierluigi Biondi ai colleghi sindaci del centro Italia, colpiti negli ultimi decenni dalla tragedia del sisma.

“Sono al loro fianco in questa battaglia quotidiana di giustizia ed equità. Comprendo, per essere stato sindaco di un piccolo centro nel 2009 al momento dell’emergenza e per esserlo ora con la possibilità di un sogno. Accanto a loro chiedo strumenti, norme più snelle e semplici per accelerare i processi di ricostruzione, soprattutto quella pubblica, nonostante la grande occasione del decreto sisma sia stata scioccamente sciupata. Questa terra ha già dimostrato di essere pronta a far sentire la propria voce. Mi sono dimesso per ottenere quanto ci spettava e non aumentare le tasse. Abbiamo occupato autostrade, scritto migliaia di lettere, fatto continuamente la spola con la capitale. La difficoltà di dialogo con il Governo è evidente e la subiamo quotidianamente. Ma voi, contate sull’Aquila e sugli aquilani. Contate su chi ha invaso le strade per protesta, su chi le ha dipinte per protesta, sappiate che non siete soli. Perché la ricostruzione non è un fatto di casa nostra, la ricostruzione è un problema e un’opportunità del paese intero”, conclude Biondi.