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Lite in consiglio regionale: seduta sciolta, scatta l’occupazione. Le accuse: tentativo di sveltina

L’Aquila. La seduta viene sciolta e scoppia il caos in consiglio. I consiglieri di Forza Italia occupano l’aula per protestare contro la mancata discussione, decretata dal presidente del consiglio Peppe Di Pangrazio, della risoluzione firmata da tutte le opposizioni contro la chiusura di quattro punti nascita di Sulmona, Atri, Penne e Ortona. Sembra che anche la maggioranza di centrosinistra avesse preparato una risoluzione non presentata dopo il no a quella delle opposizioni.
Il problema punti nascita. La chiusura del Consiglio ha provocato tensioni anche all’interno della maggioranza in seno alla quale alcuni erano d’accordo alla discussione della risoluzione delle opposizioni che prevede la sospensione e la revoca del decreto del commissario ad Acta per la Sanità, Luciano D’Alfonso, che prevede la chiusura dei quattro punti nascita in attuazione delle disposizioni del tavolo nazionale di rientro del deficit sanitario al quale l’Abruzzo è sottoposto da anni.
Di Pangrazio inseguito, poi gli insulti. A quel punto si è scatenata la reazione rabbiosa delle forze di opposizione e anche dei molti amministratori dei comuni in odore di taglio dei punti nascita che hanno accolto la decisione di Di Pangrazio con urli e accuse di “buffoni” e inneggiando alla vergogna. Dure le proteste dei rappresentanti del M5s e un assistente di uno dei consiglieri ha tentato di avvicinare Di Pangrazio. Tra i consiglieri, uno dei più esagitati è stato il Mauro Febbo (Fi). Anche lui ha inseguito il presidente Di Pangrazio che tentava di parlare con gli amministratori inviperiti, accusandolo di essere “un servo”.
La motivazione dello scioglimento. Sottolineando che sui punti nascita si era già discusso nella seduta dello scorso 13 marzo e anche in una seduta monotematica a Pescara. “Per questo motivo – ha spiegato Di Pangrazio – siccome si ritiene che se ne debba discutere ancora, rimandiamo la tematica alla prossima seduta del Consiglio”. brevi_i-pangrazio-potenziare-infrastrutture-portuali-abruzzesiI consiglieri di opposizione hanno occupato l’Aula tornando a esporre manifesti contro la chiusura dei punti nascita che è prevista dal decreto del commissario ad Acta, Luciano D’Alfonso, in attuazione delle disposizioni del tavolo nazionale sul piano di rientro per il deficit della sanità a cui è sottoposto l’Abruzzo da anni. Prima dello scioglimento della seduta del Consiglio Regionale, sono state dei proponenti di opposizione due risoluzioni che erano state inserite in coda all’ordine del giorno, proprio per dare la precedenza a quella sui punti nascita sulla quale erano in attesa parecchi amministratori, tra cui il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli.
Accusa di una sveltina per nomina. La norma sarà riesaminata nella prossima seduta. In sostanza una maggioranza bipartisan vuole uniformare al rango delle commissioni permanenti la giunta per il regolamento che ora è presieduta dal presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe di Pangrazio. Se la modifica passerà, si dovrà creare una commissione con la nomina di un presidente scelto tra i consiglieri regionali. A votare a favore sono stati in 16, oltre alla maggioranza i consiglieri di Forza Italia Lorenzo Sospiri (capogruppo) e Emilio Iampieri che ha proposto la modifica. Sette sono stati i no, i sei del Movimento Cinque Stelle e il consigliere di Forza Italia Gianni Chiodi. Gli azzurri Mauro Febbo e Paolo Gatti insieme a Mauro Di Dalmazio (Abruzzo Futuro) sono usciti dall’Aula. consiglio_regionale_aula“È un’autentica sveltina che causa un aggravio di spese – attacca il grillino Domenico Pettinari – infatti il presidente di Pangrazio, che ha l’indennità massima, non percepisce i 1800 euro che spettano al presidente della commissione, perché non può cumulare la somma. Con lo sdoppiamento il nuovo presidente avrà l’indennità aggiuntiva oltre ai collaboratori”. Sospiri ha spiegato di aver votato a favore nonostante la norma che ha accorpato sia stata da lui presentata nella passata legislatura, “perché il presidente Di Pagrazio non sta mostrando equilibrio essendo il presidente del Pd e non dell’assemblea. Il fatto che anche il Pd abbia votato per creare una giunta per il regolamento autonoma, significa sfiduciare lo stesso Di Pangrazio”.
La difesa della maggioranza: non hanno argomenti. “Chi non ha argomenti ritiene di poter colmare il vuoto con le urla e le offese”. Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza della Giunta, Camillo D’Alessandro, commentando la protesta dei consiglieri di minoranza di fronte alla decisione del presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, di chiudere la seduta senza discutere la risoluzione sui punti nascita. “Hanno avuto 66 mesi di tempo – prosegue D’Alessandro – e non sono riusciti ad uscire dal commissariamento della Sanità ed oggi ritengono di avere il diritto all’urlo. Non sono riusciti a realizzare la società unica dei trasporti e urlano; non sono riusciti a riformare la sanità e urlano. Secondo loro per soddisfare l’esigenza dell’urlo – continua il Sottosegretario – il Consiglio regionale dovrebbe in tutte le sedute discutere dello stesso argomento, cosa tra l’altro non consentita dal regolamento, perché una volta che l’Aula ha approvato o bocciato, o comunque discusso, un argomento non può tornarci sopra di nuovo per garantire l’esistenza in vita di chi dispone solo dell’urlo”.