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L’Officina delle invenzioni – La casa di Arago cambia sede, il marchio di design artigianale riaccende corso Manthoné

Pescara. Appuntamento domani, in corso Manthoné 79/81 a Pescara, dalle 19, per l’inaugurazione della nuova sede dell’Officina delle invenzioni-La casa di Arago. Un momento importante per il marchio di design artigianale che con il nuovo spazio rilancia con un nuovo progetto, oltre a riaccendere corso Manthoné, ispirandosi alla vocazione artigianale della zona. Nuovo passo dunque nell’avventura creativa di Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, che da più di vent’anni propongono la loro arte creativa che si manifesta in oggetti in ceramica.

Una nuova sede dunque con laboratorio a vista, aperta di giorno e di sera, che si innesta nell’area che dopo il suo recupero avvenuto già da anni si caratterizza per la presenza di locali e ristoranti, nonché per la sede del Museo delle Genti d’Abruzzo. Lo stesso peraltro ha concesso il patrocinio morale all’evento “Quando i designer ritrovano i Santi” e al relativo nuovo progetto Arago, insieme al comune di Roccamontepiano. All’inaugurazione saranno presenti il sindaco della cittadina, Adamo Carulli e l’antropologa Adriana Gandolfi.

Sponsor creativi che affiancano il debutto del nuovo prodotto artigianale sono Roberto Mastrocola – allievo di Niko Romito – di Mastro, cibo e cucina, ristorante in via delle Caserme e vini della Tenuta i Fauri. A loro il compito di offrire acqua, vino e pani, a sottolineare il lancio del nuovo prodotto che non è una semplice presentazione ma il frutto di una ricerca caratterizzata da suggestioni iniziali e traguardi inaspettati, all’insegna di un design vernacolare, che si avvicina alle radici profonde del culto popolare, fra credenze ancestrali e miti.

“Il nostro design territoriale o meglio vernacolare, questa volta è partito dal progetto di una brocca che diremmo migliorata, la Brock con cui abbiamo partecipato all’ultima edizione del concorso della Mostra dell’Artigianato di Guardiagrele”, spiegano Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, “era venuto il momento di “vestirla” con smalto e decori che le conferissero il legame con la ceramica popolare da cui trae origine, e durante la ricerca di possibili temi grafici, ci siamo imbattuti in un esemplare della tipica Brocca di San Rocco, realizzato nella prima metà del ‘900 a Rapino, esposto nel Museo delle Genti d’Abruzzo. Il manufatto testimonia il Culto del Santo, celebrato il 16 agosto nel piccolo centro abruzzese di Roccamontepiano”.

Da lì in poi, dunque, il progetto ha subito un’accelerazione progressiva fino a giungere alla massima condensazione del senso della creatività odierna che si confronta con i bisogni arcaici, attualizzandoli. “Giunti a quello che sarebbe sembrato il punto d’arrivo”, aggiungono, “ovvero una nuova Brocca di San Rocco rivista sotto l’aspetto pittorico e funzionale, si è però verificato il “miracolo creativo”. La brocca però va oltre la semplice rappresentazione rivisitata e la funzionalità che unisce tradizione e design. Contiene infatti un messaggio “eco-mistico” come lo definiscono Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, che verrà svelato nello stesso pomeriggio di domani, accompagnato da un video realizzato per l’occasione da Virginia Jukuki.