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Luciano Sammarone nominato nuovo direttore del Parco nazionale d’Abruzzo. Arrivano i complimenti di Legambiente

L’Aquila. La nomina di Luciano Sammarone alla direzione del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è una buona notizia attesa da tempo.

Da quando lo scorso febbraio il consiglio direttivo aveva predisposto la terna di nominativi da inviare al ministero per trovare la figura adatta a superare una vacatio che durava dal mese di marzo del 2017, dato che il precedente direttore, Dario Febbo, aveva concluso il suo mandato e il ministero dell’ambiente, senza una ragione e con una scelta contra personam, aveva negato la sua riconferma come proposto dall’allora presidente Carrara e dal Consilio direttivo che aveva giudicato positivo l’operato di Febbo.

La nomina di Luciano Sammarone, persona autorevole ed esperta, di cui abbiamo grande rispetto e fiducia, chiude una lunga fase durante la quale il personale dell’ente, vista l’assenza del direttore, si è dovuto far carico di funzioni supplementari e per questo va ringraziato nel suo complesso, ma in particolare un grazie lo rivolgiamo a Renato Di Cola, responsabile del servizio di sorveglianza del parco, che ha assunto le funzioni di direttore.

A questo punto non comprendiamo le ragioni che impediscono la riconferma di Antonio Carrara alla presidenza dell’ente sebbene la quasi totalità di sindaci, anche alla presenza del presidente della regione Abruzzo Marsilio, si sia espressa per dare continuità al lavoro svolto positivamente negli ultimi cinque anni. Non si comprendono le ragioni per non riconoscere ad Antonio Carrara il merito, sottolineato anche da quasi tutte le associazioni ambientaliste, di aver lavorato con impegno e intelligenza per la tutela dell’orso e della biodiversità della più importante area protetta d’Europa.

Con la gestione di Antonio Carrara le comunità e gli amministratori locali sono stati protagonisti delle decisioni più importanti del parco, attraverso un percorso di dialogo e di condivisione che mai nel passato si era visto. È stato messo in campo da Carrara un metodo di lavoro ed un percorso di partecipazione chiaro e trasparente che ha portato risultati, sebbene ancora parziali, utili a mettere in sicurezza la tutela dell’orso in primis, le faggete vetuste, la certificazione degli operatori con la fase 2 della Carta europea del turismo sostenibile, etc.

Ovviamente questo non ha significato non affrontare le questioni spinose che vanno oltre la tutela della biodiversità e che più confliggono con le comunità locali, come ad esempio la realizzazione del depuratore a Pescasseroli. Ebbene si, nella capitale dei parchi non si procedeva alla realizzazione del depuratore da anni, nonostante una procedura d’infrazione della Commissione europea. Antonio Carrara si è assunto il merito di sbloccare la realizzazione del depuratore, così come ha ripreso l’azione di abbattimento di piccoli e diffusi abusi edilizi che da tempo aspettavano una esecuzione.

Più volte il ministro Costa ha parlato di merito e di persone di qualità da candidare alla presidenza dei parchi, ebbene Antonio Carrara ha dimostrato con i fatti di essere un amministratore di qualità e di aver meritato la riconferma e se non viene nominato alla presidenza del Parco, il Ministro se ne assume la responsabilità poiché anche lui ha fatto prevalere ragioni politiche al  merito.