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Lunga notte di attesa per la sfilata di dodici ore per 70mila alpini. Stimate 400mila presenze

L’Aquila. Quella di oggi è stata una giornata di attesa  per la grande  sfilata  da settantamila alpini  provenienti dall’Italia e dall’estero. Una giornata vissuta in decine di accampamenti che hanno invaso tutto l’aquilano per aspettare l’interminabile arata della durata di 12 ore e che prenderà il via alle 9.

LA SFILATA. Lo schieramento sarà aperto dal tricolore del Nono reggimento alpini, scortato dai reparti in armi. Ad accompagnarli la fanfara della brigata Taurinense. Vedrà spuntare per ultimi gli alpini della sezione Abruzzi che cederanno il testimone ad Asti, sede della prossima adunata. Il tragitto, di circa sei chilometri, attraverserà viale della Croce Rossa, via Vicentini, viale Corrado IV per sciogliersi nella zona Ovest della città, nell’area di piazza d’Armi.

GRUPPI DALL’ESTERO. Sono 30 i gruppi Ana estero che parteciperanno all’adunata nazionale di domani. A questi bisogna aggiungere i 5 Gruppi autonomi. Le associazioni estere sono in totale 133. I soci sono complessivamente 3332. Oggi all’Aquila c’è stato un convegno con le penne nere nel mondo, sparse in trentuno paesi, dall’Australia al Sudamerica passando per il Sudafrica: migliaia di iscritti, emigranti italiani che i legami con la loro terra li mantengono anche grazie all’essere orgogliosamente alpini. Con loro anche rappresentanti dell’Ifms, la federazione internazionale soldati di montagna. Presenti all’incontro anche il generale Federico Bonato, comandante degli alpini, il presidente Ana, Sebastiano Favero, e il vicepresidente nazionale Ana, Ferruccio Minelli, che ha la delega proprio per le sezioni all’estero. “La sezione alpini all’estero ha per noi un significato straordinario – spiega Minelli – parliamo di persone che da questo paese non hanno avuto nulla e sono stati costretti ad emigrare, eppure mantengono vivo il rapporto di amore con la loro patria”.

CAMPAGNA RUSSIA. “Tra loro c’è anche chi ha fatto la campagna di Russia – continua Minelli – e l’età purtroppo è sempre più alta, perchè abolita la leva obbligatoria, nelle sezioni estere è venuto meno il ricambio generazionale”. Per tanti alpini d’oltralpe e d’oltreoceano, l’occasione per tornare in patria e conoscere L’Aquila e l’Abruzzo, rinnovare amicizie e passioni senza frontiere. Roberto Puntel, friulano, da vent’anni in Australia. “Torno in Italia per ogni adunata per incontrare gli amici, quest’anno è particolare, perchè vedo L’Aquila, che abbiamo aiutato con un raccolta fondi sei anni fa. La sezione all’estero è per noi importante, perchè un luogo di ritrovo, dove si organizzano cene, serate di ballo, e momenti di solidarietà e aiuto”. Bruno Roncarati arriva invece dall’Inghilterra. “Sono emigrato 30 anni fa, ho iniziato a fare il cameriere, ma mi sono sempre sentito un alpino, che ama la montagna e la sua patria lontana”. Egidio Lot, da Vittorio Veneto, è emigrato a Zurigo. “E’ la mia cinquantesima adunata, per me è un appuntamento imperdibile perchè significa fratellanza, nell’essere lavoratori emigranti, e anche nell’essere alpini“. “In Argentina – spiega poi Fernando Caretti – eravamo 1800 alpini della sezione esteri, ora siamo molti di meno, e più anziani, ma non fa nulla, andiamo avanti e teniamo duro”. Delle delegazioni Ana all’estero sono presenti. In Europa: Svizzera, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Nordica (Svezia), Danubiana (comprende Ungheria, Bulgaria e Romania) e Lussemburgo. In Nord America: New York e Canada. In Sud America: Argentina, Brasile, Uruguay, Cile e Colombia. In Africa: Sudafrica. In Australia. La Sezione più vecchia è quella della Gran Bretagna costituita nel 1928. Il presidente è Bruno Roncarati. Con loro sfileranno Zara, Fiume e Pola, Gruppi della Sezione di Venezia. I soci delle Sezioni all’estero tengono viva la memoria attraverso le cerimonie legate alle feste nazionali italiane come il 2 Giugno e il 4 Novembre. Organizzano incontri con i giovani delle scuole avendo istituito diverse Borse di studio che vengono conferite anche per tramandare la cultura alpina e l’italianità all’estero. Il prossimo appuntamento di rilievo sarà in Belgio a Marcinelle, il prossimo 4 e 5 ottobre per il 1 raduno degli alpini in Europa una prima storica che avviene in concomitanza con l’annuale incontro per il ricordo della tragedia in cui morirono numerosissimi minatori italiani, tra cui molti alpini.

TRAFFICO. Duemila pullman e 14mila automobili, secondo le previsioni del comitato organizzatore e della società Strada dei Parchi che gestisce A24 e A25, saranno in transito sull’Aquila a partire dalle 6 di domenica e fino alle 20. Possibili code in autostrada. Stando agli ultimi dati aggiornati sugli arrivi, 40mila persone si muoveranno dall’Aquilano; 40mila dalla Marsica e dal Lazio; 80mila dalla costa adriatica e 90mila sono quelle non alloggiate in Abruzzo, che si muoveranno all’ultimo momento.

SAN BERNARDINO. “Ogni realtà umana si identifica con quello che possiede. Moralmente la cosa più bella dell’Aquila non è solo la sua storia, ma sono anche Celestino V e San Bernardino, due giganti nella storia oltre che nella chiesa”: così monsignor Bruno Fasani, direttore de L’Alpino, rivista ufficiale dell’Ana, che oggi ha concelebrato la messa nella basilica di San Bernardino all’Aquila, nella seconda giornata dell’Adunata nazionale degliAlpini. “In questo momento san Bernardino è il segnale dell’Aquila che risorge. Io ho visitato la chiesa ristrutturata, è un inno di speranza, un canto al cielo che l’aquila può risorgere. Andare a san Bernardino per gli aquilani penso che sia in questo momento identificarsi con un progetto di creazione nuova anzi di ri-creazione”.

MESSAGGIO MATTARELLA. “All’associazione e agli innumerevoli gruppi locali rinnovo il ringraziamento per la costante e fondamentale opera condotta in supporto alla protezione civile nei casi di calamitá naturali, e nelle iniziative benefiche e di volontariato. Anche in queste attività gli alpini hanno saputo distinguersi sempre per tenacia, organizzazione, capacita’ operative, grande disponibilità ed altruismo”. È un brano del messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al presidente dell’Ana, Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, nel secondo giorno dell’88/a Adunata nazionale degli Alpini all’Aquila. Il messaggio è stato letto nel corso di un incontro pubblico, presenti le istituzioni, nell’auditorium realizzato da Renzo Piano dopo il terremoto del 2009 nel parco del Castello. “Il tradizionale e festoso incontro tra gli alpini e la cittadinanza – si legge nel messaggio del presidente – che si celebra con l’88/a adunata nazionale a L’Aquila, costituisce occasione per celebrare l’affetto e la considerazione di cui meritatamente godono le penne nere, e per cementare il forte senso di appartenenza al corpo di quanti hanno servito e servono con onore il nostro paese. Ai tanti alpini riuniti ed a tutti i convenuti il mio più caloroso saluto e ringraziamento per l’opera meritoria svolta dall’associazione”. “Il mio deferente omaggio – prosegue nel messaggio – in questa giornata, va ai caduti ed al pluridecorato labaro dell’associazione. Gli alpini hanno saputo evolversi tecnologicamente ed adeguarsi agli scenari operativi, esaltando peculiarità ed eccellenze sui terreni impervi e montagnosi, dal giorno del battesimo del fuoco nella battaglia di Adua nel 1896, sino ai grandi conflitti dello scorso secolo e alle più recenti missioni internazionali. Esperienze che hanno nel tempo consolidato, nelle donne e negli uomini del corpo, gli ideali di amor di patria e di solidarietà, che ne costituiscono tratto distintivo”. “All’associazione e agli innumerevoli gruppi locali rinnovo il ringraziamento per la costante e fondamentale opera condotta in supporto alla protezione civile nei casi di calamitá naturali, e nelle iniziative benefiche e di volontariato. Anche in queste attività gli alpini hanno saputo distinguersi sempre per tenacia, organizzazione, capacita’ operative, grande disponibilità ed altruismo. Siete una risorsa di inestimabile valore, al servizio della comunità!”.