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L’Università dell’Aquila piange la scomparsa del prof. Taviani, il ricordo della fotografa marsicana De Rosa

 

L’Aquila. La notizia è stata diffusa ieri sera sui social network, diverse decine di ex studenti hanno lasciato in rete un ricordo per lui, un professore che se si incontra durante la propria carriera universitaria, difficilmente si dimentica: Nando Taviani*.

L’Università dell’Aquila con dolore e commozione comunica la triste notizia della scomparsa di Ferdinando (Nando) Taviani, professore emerito di Discipline dello Spettacolo“, si legge nella comunicazione dell’Università, “Già vincitore del Premio Vincenzo Rivera, il Prof. Taviani ha svolto un ruolo essenziale nella Facoltà di Lettere e Filosofia, promuovendo e sviluppando gli studi sul teatro e la commedia dell’arte.

Il Rettore Edoardo Alesse esprime, a nome di tutto l’Ateneo aquilano, sentimenti di profondo cordoglio alla famiglia del collega“.

Tra gli ex studenti un lungo messaggio è stato lasciato in rete dalla fotografa marsicana Margherita De Rosa che ha ricordato il professore con un lungo e commovente post:

Quando mi presentai da lui per chiedergli la tesi di Laurea Specialistica, e che volevo laurearmi in 2 mesi, mi disse che era difficile che io potessi scrivere un intero elaborato in così poco tempo .gli spiegai che ero proiettata al mio futuro e non avevo tempo da perdere. Annui, con quella sua aria un po’ sorniona e un po’ di sfida. Io mi misi subito al lavoro, facendo ovviamente tutto di testa mia. Scrissi la mia tesi giorno e notte e la impostai in capitoli corredandola di tante mie tantissime foto scattate all’interno dei teatri de L’Aquila. Gliela portai e lui mi disse che il titolo era formidabile ma che avrebbe letto il contenuto e mi avrebbe fatto sapere: “Il rosso e l’oro. Racconto di uno spazio scenico”. Dopo qualche giorno, una sua mail.
<< Margherita, hai trovato il modo di farla funzionare >>.
Quanta soddisfazione. Per me la laurea era già quella. Ci incontrammo nel suo studio qualche giorno dopo e mi disse che dovevo solo togliere una foto, e potevo stamparla, così come era.la settimana dopo andai al ricevimento e gliela consegnai. Era il 1 marzo, la sessione di laurea era il 2 aprile. << Margherita devi fare un’altra tesi, non serve che la scrivi, cerca documenti su quegli spazi teatrali adattati da vecchie chiese sconsacrate, in Italia ce ne sono molti, ma nessuno li ha mai censiti. Ci vediamo in sede di laurea >>. Non sapevo se maledirlo, rimasi attonita. Avevo preso un lavoro fotografico da fare quel mese per una camiceria con sede a Roma, dovevo fare le foto ai modelli e creare la grafica del booklet. Ma non mi persi d’animo e mi misi a lavorare. Telefonai a tutte le segreterie dei teatri che avevo cercato su internet, ancora non c erano contenuti sui siti, chiesi gentilmente che mi mandassero documenti, foto, piantine del teatro. In un mese avevo censito circa 30 teatri e avevo creato tesi2. Mi presentai in sede di esame di laurea, Veronica e AmAzzurra mi avevano fatto dei capelli bellissimi. Parlammo solo di tesi2 durante la discussione. La Schino era contrariata del fatto che non ci fosse molta bibliografia sulle mie tesi, ma Taviani mi difendeva dicendo che la farina del mio sacco aveva prodotto molto più di tanti libri già scritti. Quanta soddisfazione, 110 e lode! <prof, vorrei fare un dottorato di ricerca con te>.
<Margherita, credo che la tua capacità di raccontare attraverso le foto che fai sia una dote che tu debba sfruttare, cerca un’altra strada, e pubblica la tua tesi che è un documento prezioso >>.
L’anno dopo, il terremoto distrusse tutti i teatri che avevo fotografato a L’Aquila, e io la tesi non l’ho ancora pubblicata, ma ho uno studio fotografico e racconto le vostre storie con le mie foto. Grazie prof. Buon viaggio

 

*Ferdinando Taviani era nato nel 1942. Dall’a.a.1986/87 è professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila. Nel 1980, è stato fra i fondatori dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology). Dal 1975, è consulente letterario dell’Odin Teatret, cui aveva dedicato il volume Il libro dell’Odin (Milano, Feltrinelli, 1975 e successive ed.), il primo studio su un teatro che in quegli anni era molto controverso e noto a pochi, divenuto nel tempo uno dei capisaldi del teatro del secondo Novecento. Alcuni dei suoi scritti sul teatro di Jerzy Grotowski sono entrati a far parte del Grotowski Sourcebook edito da Routledge nel 1997.
I suoi studi sulla Commedia dell’Arte (La Commedia dell’Arte e la Società Barocca. La Fascinazione del Teatro, Roma, Bulzoni, 1969 rist.1992; Il segreto della Commedia dell’Arte, in collaborazione con Mirella Schino, Firenze, la Casa Usher, 1982 e successive edizioni fi no al 2007, tradotto in Francia nel 1984), sono considerati punti di riferimento nella bibliografi a internazionale sull’argomento. E’ autore del volume Uomini di scena, uomini di libro (Bologna, Il Mulino, 1995, più volte riedito; in corso di stampa la sua nuova edizione ampliata e la traduzione spagnola). E’ tra i fondatori della rivista di alti studi teatrali “Teatro e Storia”, le cui pubblicazioni iniziano nel 1986 presso l’editrice Il Mulino di Bologna e il cui comitato di direzione internazionale ha da qualche anno il suo centro direttivo nel Dipartimento di Culture Comparate dell’Ateneo dell’Aquila.
La qualità della sua militanza nel campo del teatro italiano, come critico e polemista, è testimoniata dalla raccolta Contro il mal occhio, pubblicata all’Aquila nel 1997 (ed. Textus). Si segnala da ultimo il volume Luigi Pirandello, Saggi e interventi (2006) per il quale scrive un ampio saggio introduttivo (La minaccia d’una fama divaricata, pp. XIII-CII). Pubblicato nella nuova edizione delle opere di Pirandello nei “Meridiani” Mondadori, il volume raccoglie un’imponente quantità della produzione saggistica, giornalistica e di carattere promozionale prodotta da Pirandello: il ritratto – fino ad oggi mal noto o ignorato – d’una carriera che conduce dalla provincia alla fama mondiale.
Per l’opera in più volumi diretta da Luigi Luca Cavalli Sforza L’Evoluzione della Cultura Italiana (ed. Utet) gli è stato affidato il volume dedicato al Teatro, in corso di pubblicazione. (fonte Univaq)