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Legge salva-tribunali, magistrati vs magistrati. Accuse all’Anm che ne chiede l’annullamento

Sulmona. La presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati abruzzese, che ha chiesto l’annullamento del provvedimento salva-tribunali, ha suscitato le proteste del presidente di uno dei tribunali che dovevano essere chiusi e che si sono slavati fino al 2018: quello di Sulmona. Giorgio Di Benedetto, infatti, prende le distanze dalla nota, diffusa ieri dal presidente regionale dell’Associazione nazionale magistrati, David Mancini, in materia di geografia giudiziaria, facendo “le proprie scuse” a lavoratori, professionisti e utenti. L’Anm Abruzzo, dopo avere espresso “sgomento”, ha chiesto la cancellazione dell’emendamento di proroga approvato dal Senato. Giorgio Di Benedetto“Si confida che il comunicato sia frutto dell’avventata, isolata e non autorizzata iniziativa del suo estensore, sperando che il pensiero sulla soppressione dei Tribunali Minori da parte dei magistrati abruzzesi aderenti all’Anm sia ben diverso e più consapevole”. Così il Comitato in difesa del Tribunale di Lanciano e dei Tribunali Minori d’Abruzzo sulla nota diffusa ieri dal presidente della sezione Abruzzo dell’Associazione nazionale magistrati, David Mancini, in materia di geografia giudiziaria. Anche gli avvocati del foro di Avezzano si dicono indignati. ‎”Molto probabilmente”, afferma uno di loro, l’avvocato Roberto Verdecchia, “il dottor Mancini parla a titolo personale visto che molti magistrati sentiti personalmente non sono d’accordo con lui che non si è calato sulla realtà territoriale ma su quella nazionale, non tenendo conto delle realtà marsicane e abruzzesi. Se fossero i tribunali più grandi ad accorpare quelli più piccoli”, sottolinea Verdecchia, “il tribunale dell’Aquila scomparirebbe a favore di quello di Avezzano. Ci sarebbe da domandarsi se il dottor Mancini non fa altro che ripetere una volontà nazionale totalmente disamorata e volutata dai suoi colleghi che non conoscono i territori di cui parliamo o che la disconoscono, come la Severino‎ o l’attuale ministro Cancellieri, che hanno una visione poco parziale della realtà dei tribunali cosiddetti minori”.