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Mancanza personale in Rsa Lanciano, medico originario del Burkina Faso rinuncia a tornare in Africa

Dal 2007 in Abruzzo, medico risponde all' appello del sindaco di Lanciano

Lanciano. Stava per tornare in Africa, ma poi ha deciso di rimanere per dare il suo contributo nell’emergenza sanitaria che sta interessando l’istituto religioso per anziani ‘Antoniano’ di Lanciano (Chieti) dove finora sono stati registrati 98 contagi da coronavirus e 9 decessi. Da questa mattina il dottor
Wenkouni Mathieu Ouedraogo, padre camilliano, medico chirurgo originario del Burkina Faso, è in servizio nella struttura.

La situazione alla Rsa è stazionaria, secondo il bollettino giornaliero diffuso dal direttore sanitario, Evandro Tascione.

“Vivo a Pescara, nella parrocchia ‘Cuore Immacolato di Maria’ dove dal 2018 ho avuto l’incarico di vicario parrocchiale e dove abbiamo la comunità religiosa che cura la pastorale parrocchiale e la cappellania dell’ospedale di Pescara – racconta il dottor Ouedraogo – Vengo dal Burkina Faso, precisamente da Ouagadougou dove ci sono i camilliani”. In Italia dal 2007, Ouedraogo si è laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Chieti. “Ho saputo dell’emergenza all’Antoniano attraverso una collega medico che mi ha segnalato l’appello del sindaco di Lanciano. A dire il vero mi stavo preparando per andare in Africa. Mancavano due giorni alla mia partenza. Quando ho ricevuto l’avviso, però, mi sono detto ‘non posso più partire se posso davvero essere utile’, anche perché, come medico e soprattutto religioso camilliano, ho fatto voto di servire i malati anche in pericolo di vita. Quindi, dopo aver informato il mio superiore provinciale dell’Africa, ho chiamato il dottor Tascione per dare la mia disponibilità, nonché il responsabile dell’Antoniano, padre Giancarlo. Grazie quindi a padre Giancarlo, a Tascione, al sindaco e a tutti di avermi accolto. Insieme possiamo dare il meglio per i nostri carissimi nonni”.