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Manifestazione contro il caro pedaggi, si riuniscono sindaci d’Abruzzo e Lazio. Il Partito democratico: presente

L’Aquila. Prevista per la mattina di domani a Roma la manifestazione dei sindaci di Abruzzo e Lazio contro il caro pedaggi delle autostrade A24 e A25 presso il piazzale del Ministero dei Trasporti. Una manifestazione che arriva a valle di numerosi incontri promossi dai Sindaci, nei mesi passati, e alla quale hanno già accordato la loro partecipazione diversi tra Enti, associazioni di categoria, sindacati. “Siamo impegnati nella battaglia contro il caro pedaggi da sempre e saremo presenti a Roma il prossimo 19 settembre con i nostri amministratori locali, convinti sostenitori e protagonisti dell’iniziativa”, così in una nota il Partito democratico della Provincia dell’Aquila, “quello del caro pedaggi è un tema di grande rilievo per la nostra economia e per i costi che vengano scaricati su attività produttive e fasce deboli della popolazione di un’area interna e montana già fiaccata da evidenti difficoltà. Insieme al tema degli aumenti assoluta priorità ha assunto il tema della sicurezza delle infrastrutture autostradali, al centro di un dibattito che desta non poche preoccupazioni”.

“Il Governo precedente”, continua, “ha individuato e stanziato, negli anni scorsi, le risorse necessarie all’avvio degli interventi di messa in sicurezza ma oggi assistiamo ad un incomprensibile immobilismo da parte del Ministero competente che pregiudica tali opere e mette a rischio centinaia di posti di lavoro. I cantieri avviati, infatti, sono fermi da settimane e circa 500 i lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro, con il doppio danno della perdita di occupazione e  dell’arresto delle opere di messa in sicurezza. Saremo dunque a Roma il prossimo 19 settembre con i nostri amministratori locali e con i nostri esponenti istituzionali per chiedere un immediato intervento al Governo e al Ministro Toninelli: la sicurezza degli utenti delle autostrade, chiamati a pagare pedaggi eccessivi, e i lavoratori dei cantieri per la messa in sicurezza non possono più attendere”.