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Marcozzi: Pd si vergogna del suo simbolo, vuole correre come lista civica. Non dimentico chi ha rovinato l’Abruzzo

L’Aquila. C’è qualcosa della crisi del Pd che non sia stata detta o, almeno, accennata? Probabilmente no. Almeno fino a ieri sera, quando la candidata presidente alla regione del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, ha affidato alla sua bacheca di facebook le proprie parole per esprimere del disappunto verso la possibile volontà del Partito Democratico di correre alla regione senza presentare il simbolo, al fine di essere supportato da liste civiche.

Andando con ordine: che il partito guidato dal segretario Martina non viva il suo periodo di massimo splendore è cosa nota, ma negli ambienti, e tra i sostenitori democratici, il concetto di “vendere cara la pelle” si va rinforzando giorno dopo giorno. Fosse anche solo per farsi forza in questo momento di appannamento. Resta, quindi, difficile pensare che quello che è il più grande partito del centrosinistra possa fare una rinuncia così clamorosa. Anche se “difficile” e “impossibile”, in politica, spesso, non si pestano i piedi.

Questo il messaggio della esponente del M5S in Abruzzo:

“ORMAI SI VERGOGNANO PERSINO DEL LORO SIMBOLO! Comprensibile l’imbarazzo dei vertici abruzzesi del PD che stanno valutando la possibilità di presentarsi alla prossime elezioni regionali senza il simbolo di partito. Ormai il PD è talmente inflazionato che non possono più neanche girare fra la gente. E allora cosa fanno? Via il simbolo, pensando che ciò possa essere sufficiente a ripristinare uno straccio di credibilità!

Dovrebbero pensare a sostituire tutta la classe dirigente di quel partito e, invece, preferiscono nascondere la testa dietro una maschera, cercando di spacciarsi per “movimento civico” alla prossima competizione elettorale.
Ma sono sempre gli stessi. Sempre loro! Sono certa che i cittadini saranno molto più scaltri del PD.

Ricorderemo a tutti che quelle persone che si (ri)presenteranno sotto mentite spoglie sono le stesse che hanno approvato il jobs act, regalato miliardi di euro alle banche, distrutto la sanità a livello regionale con la chiusura degli ospedali e punti nascita. Gli stessi che non sono stati in grado di mantenere le promesse elettorali, proprio a partire dai tagli di tutti i privilegi della politica regionale. Coltiviamo la memoria”