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Mareggiate nel teramano, 2,3 mln per emergenza. I Comuni chiedono stato di emergenza per calamità naturale

Teramo. Circa 2,3 milioni di euro per far fronte all’emergenza e sistemare gli arenili e le opere infrastrutturali: è questo l’impegno che il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha assicurato ai sindaci dei sette comuni della costa teramana colpiti dalla violenta mareggiata che nella notte tra sabato e domenica scorsi ha devastato chalet, spiaggia, sottoservizi e in alcuni casi anche tratti di pista ciclopedonale. Lo ha annunciato il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, che ha riunito i primi cittadini di Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Roseto, Pineto, Silvi e un delegato del commissario straordinario del comune di Giulianova proprio per individuare soluzioni tampone in queste prima ore dopo i danni.

I primi cittadini hanno sottolineato la necessità di salvare la prossima stagione estiva, chiedendo alla competente Regione, attraverso l’Ufficio delle Opere Marittime, di disporre subito le procedure per effettuare il rinascimento che seppur giudicato dai più un palliativo, in questo caso è necessario per ristrutturare l’arenile divorato dall’Adriatico. Ma è il futuro che i sindaci hanno detto di voler affrontare in maniera una volta per tutte decisiva: lo stesso presidente Di Bonaventura si è fatto promotore di una iniziativa istituzionale presso gli enti sovraordinati, dopo le elezioni regionali, per trovare i finanziamenti ad un progetto esecutivo già esistente e vecchio già di 8 anni, che prevede opere di difesa marittime su tutto lo sviluppo costiero abruzzese. I Comuni teramani hanno chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza da calamità naturale, quantificando finora i soli danni a strutture pubbliche o del demanio in oltre 2 milioni di euro.

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