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Marsilio partecipa al Clean Air Dialogue a Torino per la lotta contro l’inquinamento atmosferico

L’Aquila. Era presente anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, oggi a Torino per la sottoscrizione del Protocollo di Intesa e del relativo piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria, nell’ambito dell’Italian Clean Air Dialogue. Il presidente Marsilio ha voluto che la Regione Abruzzo fosse protagonista in occasione del confronto con la Commissione Europea finalizzata a discutere le principali criticità presenti sul territorio nazionale, favorire lo scambio di buone pratiche e promuovere sinergie tra i diversi settori e livelli amministrativi.

Il protocollo è stato siglato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri dell’Ambiente, della Salute, dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture, delle Politiche agricole, le Regioni e le Province autonome. In sede di Conferenza delle Regioni, grazie all’apporto della Regione Abruzzo, è stato proposto l’inserimento tra i referenti di tale azione anche le Regioni a rischio di procedura di infrazione, come rilevabile dai report sulla qualità dell’aria trasmessi annualmente alla Commissione europea. Queste regioni, tra cui l’Abruzzo, hanno così modo di intervenire tempestivamente prima ancora dell’apertura della procedura di infrazione. La Regione Abruzzo, infatti, pur non essendo attualmente tra le regioni sottoposte a procedura di infrazione, potrebbe esserne sottoposta in futuro per l’agglomerato Chieti-Pescara, a causa dei superamenti dei valori limite per alcuni inquinanti.

“Essere parte attiva di questo protocollo” ha dichiarato il presidente Marsilio “ci consentirà di poter utilizzare contributi europei tesi a un piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria nella zona interessata e per la lotta all’inquinamento atmosferico. Potremo intervenire per tempo a fare quello che l’Unione Europea ci chiede con le ultime direttive, non dover subire l’azione di infrazione che rappresenterebbe un costo per la collettività e, non da ultimo, poter riprendere a garantire una giusta espansione industriale nel rispetto delle norme e dei vincoli sulla qualità dell’aria”.