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Mascherina anti Covid: in chiesa Sì nella movida No, anche l’estate abruzzese cade nelle contraddizioni post lockdown

Abruzzo. «Ci hanno detto che l’altra sera qui in piazza a Ovindoli c’è stata confusione e non ci sono stati controlli su chi avesse o meno la mascherina».

«Non lo so, non abbiamo assistito al concerto, noi eravamo a lavoro, nel nostro locale invitiamo chi entra non indossandola a metterla e i clienti sono tutti molto rispettosi».

Inizia con questo “botta e risposta” un giro sull’Altopiano delle Rocche di ieri sera, la sera di Ferragosto, tra locali e villeggianti.

Tanti i turisti di Roma che sono arrivati in Abruzzo per godere di un po’ di fresco lontano dalla confusione e dallo smog della città.

Il proprietario di uno dei pub di Ovindoli intervistato dice le cose chiaramente: «Noi facciamo le cose al meglio se poi in piazza c’è chi non rispetta le regole non sappiamo che dire». In effetti nel suo locale tutto il personale ha la mascherina su, gli occhi rossi e la fronte sudata.

Ad un altro locale di Rocca di Mezzo assistiamo alla scena di una giovane che in un pub si avvicina al tavolo dove sono sedute due donne e un uomo. Hanno la mascherina abbassata sotto il mento e stanno mangiando fritti e bevendo birra. Una delle due donne alla vista della ragazza che si avvicina si rimette subito su sul naso la mascherina e le dice:

«Scusi lo so che forse spesso non ci si fa caso ma deve mettere la mascherina e soprattutto non si avvicini troppo».

Concerto a Ovindoli

 

Insomma se da un lato gli imprenditori fanno di tutto per cercare di accogliere turisti e avventori nel migliore dei modi, dall’altro c’è tanta gente però a cui di mascherine o non mascherine non interessa davvero nulla.

 

 

Una polemica dai toni tipicamente “social” è nata ad esempio a Tagliacozzo, dove l’estate che ogni anno attira migliaia e migliaia di turisti con un Festival di livello che propone musica, arte e spettacolo, quest’anno ha subito dei netti tagli per via delle restrizioni imposte dal governo per ridurre il contagio da Coronavirus.

Si tratta di prescrizioni che spesso limitano di grand lunga gli incassi e che quindi facilmente scoraggiano la macchina amministrativa privata -e qualche volta anche pubblica- che si muove per organizzare grandi eventi.

In questo caso, come in molti altri, a essere chiamato in causa è il primo cittadino o in generale l’amministrazione comunale, quando spesso basterebbe fermarsi un attimo e ragionare sul fatto che basterebbe anche solo un po’ di buon senso.

Fatto sta che i ragazzi che ballano e urlano senza mascherina in piazza dell’Obelisco non sono passati inosservati e sono finiti in una serie di video pubblicati sulla pagina Facebook “Sei di Tagliacozzo se…”.

E da lì fiumi di polemiche e fazioni opposte di commentatori seriali dei social, che si dividono come sempre in “giustificatori” e “accusatori”.

 

 

Anche a Pescara la situazione non sembra essere diversa.

Augusto De Sanctis, noto attivista del Pescarese, questa mattina ha lasciato la sua riflessione su quanto stia accadendo nelle piazze e nei locali sulla propria bacheca Facebook:

 

#covid19 Ieri sera ho fatto un giro sulla riviera in centro. In bici, tra le 23:30 e 00:30. Non andavo dallo scorso…

Gepostet von Augusto De Sanctis am Sonntag, 16. August 2020

 

#covid19 Ieri sera ho fatto un giro sulla riviera in centro. In bici, tra le 23:30 e 00:30. Non andavo dallo scorso anno.
1. Un fiume di gente, distanziamento zero. 5% in mascherina
2. Non bisogna andare certo in Croazia per vedere discoteche o lidi-discoteche con assembramenti.
3. Passate, senza fermarsi, diverse auto delle forze dell’ordine.

Ne deduco:
A)L’ipocrisia di Governo e regioni è insopportabile e i richiami alla responsabilità ridicoli. Costoro non sono stati mai a ballare? Hanno tenuto aperti questi locali per ragioni economiche, privilegiando il PIL alla salute. Non facciano pure gli inutili appelli per indorare la pillola (che dovremo prendere…) alla Speranza.
B)En passant pure i viaggi all’estero sono consentiti. Io ho scelto Molise e Campania interna, con giri in montagna e nei musei, trovando, soprattutto in Campania, severità nel rispetto delle regole, ma sono le leggi a stabilire cosa è legittimo e cosa no. Quindi tu puoi regolarti come credi ma non puoi pretendere la stessa cosa per gli altri. Anche in questo caso se uno se la deve prendere deve mettere nel mirino il Governo (con tanto di ordinanza farlocca sui controlli negli aeroporti).
C)Molti, qui, non rispettano le precauzioni. Qui ce la possiamo prendere con i singoli.

Ricordo che se esistesse l’autocontrollo, la disciplina ecc non avremmo bisogno di semafori, carceri e organizzazione di governo della società a vari livelli.

Nella foto l’ingresso di un locale a Pescara.PS: 650 sono pure pochi per quello che ho visto, eh.

È notizia di poco fa che tra qualche ora si terrà una riunione tra Governo e Regioni in cui si parlerà di discoteche e locali e affluenza di clienti e pubblico.

Prenderanno parte al tavolo di lavoro i ministri Speranza (Salute), Boccia (Affari regionali) e Patuanelli (Sviluppo economico). Scrive Il Messaggero:

Le Regioni dovranno adeguarsi al decreto del 7 agosto scorso secondo cui «restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso». Questa – a quanto si apprende – la posizione che sarà sostenuta dagli esponenti del governo. In particolare, il ministro della Salute, Roberto Speranza, potrebbe presentare un provvedimento che vieta esplicitamente alle Regioni di derogare al dpcm. Anche il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, nei giorni scorsi aveva ipotizzato la «chiusura dopo Ferragosto in tutte le Regioni». Ed i dati quotidiani dei contagi in continua crescita spingono verso lo stop al ballo.

Da giorni va avanti il braccio di ferro tra governo e Regioni, alla vigilia di Ferragosto – dopo che la Spagna aveva deciso la chiusura delle discoteche in seguito al boom di nuovi casi – si era deciso di rinviare la decisione.

Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini  delle prime cerimonie religiose riprese dopo il periodo di stop nelle chiese e di fatto qualcosa non sembra tornare.

Perché in chiesa una schiera di volontari chiedono di non sedersi vicini gli uni agli altri, di non baciarsi, di prendere l’ostia tra le mani e non in bocca ed è stato vietato lo “scambiamoci un segno di pace”.

Poi invece nelle piazze ci si abbraccia, si suda, ci si bacia, si salta, insomma… Si fa di tutto. E c’è chi dà la colpa al sindaco, chi alle forze dell’ordine, chi ai mancati controlli, come se tutto dovesse sempre far capo a un potere coercitivo che ti imponga duramente regole e che soprattutto te le faccia rispettare a suon di sanzioni.

In attesa di conoscere quale sarà la prossima mossa del governo intanto i più giovani continuano a non farsi scrupoli.

Basta fare un giro in rete per apprendere come tanti ragazzi si stanno comportando nelle discoteche della Croazia, ad esempio, dove la responsabilità ha lasciato il passo al “NON CE N’È COVID” della signora sulla spiaggia di Mondello, che ha fatto scatenare l’ilarità social.

Giovani che potrebbero infettarsi – è già accaduto – e riportare il virus a casa infettando genitori e nonni.

A non farsi scrupoli pare ci siano anche quelli che continuano a disprezzare il mestiere del cronista che esce dalle piattaforme social e decide di fare un reportage sugli assembramenti sulle spiagge a dispetto di qualsiasi distanziamento sociale.

Per una giornalista siciliana sono arrivate le botte e il ricovero in ospedale.

Alla fine dell’estate manca poco, il rientro a scuola è alle porte. A questo punto viene facile chiedersi:

«A questo punto oltre agli anziani, chiaramente più fragili, saranno di nuovo i bambini a rimetterci? Tornerà la scuola in presenza per loro?».