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Masterplan, Marsilio replica alle accuse del Pd: fondi per l’Abruzzo salvi, anche 22 opere

Il governatore: "l'accordo è imposto dal Governo, lo dovrebbero sapere questi asini saccenti"

L’Aquila. I fondi del Masterplan Abruzzo sono salvi e con essi anche le 22 opere che il centrosinistra negli ultimi giorni ha considerato a rischio cancellazione: tra esse, anche la realizzazione della rete irrigua del Fucino, la riqualificazione delle aree di risulta a Pescara, la valorizzazione dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila”. Lo ha assicurato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio (Fdi), in una conferenza stampa nel pomeriggio all’Aquila, alla presenza del vicepresidente con delega alla Agricoltura e all’Ambiente, Emanuele Imprudente (Lega), e del sottosegretario alla presidenza della Giunta con delega ai Trasporti, Umberto De Annuntiis (Fi).

Marsilio ha replicato con durezza alle accuse mosse dal Pd i cui dirigenti, “a differenza dell’altra forza di governo, il M5S”, ha definito “asini saccenti”, su un presunto scippo dei fondi del masterplan che il governo a guida Pd-M5S ha destinato a leggi emanate per sostenere cittadini e imprese dopo l’emergenza coronavirus. Marsilio ha illustrato i contenuti dell’accordo sottoscritto con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, con cui si è arrivati a riprogrammare i fondi europei per poter affrontare la crisi economica dovuta al Covid-19. Un’intesa che Marsilio ha definito “capolavoro”, che metterà nelle mani dello Stato cento milioni di euro di fondi regionali, per poter avere la disponibilità di cassa per misure nazionali, e altri 118 per poter coprire i provvedimenti varati dal Consiglio regionale a sostegno di famiglie, imprese e associazioni con le cosiddette leggi “Cura Abruzzo 1 e 2”.

“I cento milioni”, ha spiegato Marsilio, “ci verranno restituiti su un nuovo programma, complementare, gestito interamente dallo Stato. Tutti i programmi europei non si fermano, le spese continueranno ad essere programmate e attuate. Per accedere a fondi da spendere sul territorio – ha continuato il presidente della Regione Abruzzo con riferimento alle leggi Cura Abruzzo 1 e 2 – lo Stato ci ha dato come unica possibilità di prendere i fondi masterplan, quelli per lo sviluppo e la coesione. Il Dipartimento della Coesione, retto dal Pd con il ministro Provenzano, ci ha detto che 390 milioni, più della metà dell’intero Fsc, sarebbe stato tagliato perché le opere previste al 31 dicembre scorso non raggiungevano il termine di legge per l’apertura del cantiere. Quando siamo arrivati al governo, il Masterplan era fermo e incagliato nella quasi totalità delle azioni. A fine 2018 c’era stata una spesa di 35 milioni. In 12 mesi noi ne abbiamo spesi 49,5. Dimostrando una grande spinta e accelerazione. Così – ha proseguito Marsilio – attraverso l’interlocuzione con il governo, abbiamo messo i 390 milioni in salvo. Una parte di questi, circa 218 milioni, abbiamo concordato con il Ministero che verrà tolta dal ciclo di programmazione 2014-2020 e spostata sul 2021-2027. Tenendo sul 2014- 2020 il 7 per cento del finanziamento previsto che consentirà di non fermarsi neanche un giorno, avendo i soldi in cassa per le progettazioni”.

Marsilio si è scagliato contro “quelli che si sono messi ad alimentare una campagna vergognosa sul territorio, fesserie e bugie grosse come una casa. Fanno mistificazione elettorale, il Pd non ha argomenti da spendere e compie uno sciacallaggio mistificatorio: se davvero l’Abruzzo rischiava un definanziamento è per colpa delle amministrazioni precedenti. Abbiamo trovato opere allo stato di piani di fattibilità dopo oltre sei anni. Questa è gente che si dovrebbe vergognare per aver governato l’Abruzzo in questa maniera. L’accordo è imposto dal loro governo”, conclude Marsilio, “lo dovrebbero sapere questi asini saccenti”.