The news is by your side.
Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Maxi inchiesta falsi certificati, richiesto rinvio a giudizio per 16 persone. A gennaio tutti davanti al giudice

Avezzano. Frode assicurativa e truffa ai danni dello Stato. Con queste accuse medici della Asl, imprenditori, politici locali e pluripregiudicati sono finiti nella rete della Guardia di finanza, che dispone di un’ampia documentazione video e fotografica.  E’ stato chiesto il rinvio a giudizio per 16 persone e fissazione dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Avezzano.

“Tutti per uno” è il nome dell’operazione che a maggio ha portato all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. Tutti dovranno comparire il 25 gennaio prossimo davanti al giudice per l’udienza preliminare Caterina Lauro.

Roberto Savelli è il sostituto procuratore che, il 3 ottobre 2018, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei confronti di Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, Personaggio chiave nell’inchiesta insieme ad Angelo Gallese, medico psichiatra della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila e responsabile del Centro d’igiene mentale (Cim) di Avezzano, Tiziana Mascitelli, moglie di Aratari, Guglielmo Mascitelli, anziano suocero di Aratari, Luigi Maiello, agente di polizia penitenziaria di Avezzano, Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, il medico Gino Arioli di Ortucchio, Njiac Shahini di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi di Avezzano, Paola Fracassi di Avezzano, Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma, Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi. Quest’ultimo è estraneo alla vicenda dei falsi certificati perché è accusato di aver rivelato alcune informazioni riguardante l’indagine mentre parlava con l’accusato Aratari, suo compaesano.

Sistema di collegamenti ambigui tra il mondo delle consulenze, quello medico e quello di pazienti conniventi. E’ questo quanto, sempre secondo le indagini, emerge dalla vicenda. Secondo gli accertamenti investigativi delle fiamme gialle di Avezzano, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Savelli, il Centro di salute mentale della Asl era stato trasformato in una sorta di “emporio” di certificati medici falsi, con il dirigente che dietro pagamento di somme di denaro dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all’esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti.

La vicenda è stata ampiamente documentata con intercettazione e riprese video, di cui si sono avvalse le indagini, grazie alle telecamere piazzate anche all’interno dello studio psichiatra di Avezzano. Nel collegio difensivo gli avvocati Franco Colucci, Mario Del Pretaro, Antonio Milo, Antonio Valentini, Dario Visconti, Antonio Pascale e Cesidio Di Salvatore.