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Maxi sequestro da 5 milioni al cartello della droga dall’Albania, sigilli a case e negozi

Pescara. Questa mattina, nelle Province di Pescara, Teramo e Chieti, i Carabinieri del Ros e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, emesso dal Gip del Tribunale dell’Aquila, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di una decina di indagati, parte dei 71 destinatari del provvedimento cautelare in carcere, eseguito il 21 ottobre 2013 in Italia, Albania, Kosovo e Bosnia, al termine dell’operazione Ellenika. Si tratta di 13 immobili siti a Pescara e a Teramo, 3 esercizi commerciali siti a Pescara di cui due attivi nel settore ortofrutticolo ed uno nella compravendita di autovetture, 21 auto e moto veicoli, riconducibili agli indagati. sequestro carabinieri
In particolare le indagini, condotte sotto la direzione della magistratura abruzzese, avevano consentito di delineare una ramificata struttura transnazionale di matrice kosovaro – albanese, dedita al traffico di centinaia di chili di eroina dall’Albania in Italia, tramite il Kosovo e la Bosnia.
In Albania, il sodalizio era peraltro in grado di approvvigionarsi di eroina afghana direttamente dai fornitori turchi, introducendo poi il narcotico in diversi Paesi europei ed in Italia, ove alcuni connazionali erano incaricati di supervisionare alle periodiche spedizioni, assicurando il collegamento in particolare con gruppi criminali albanesi per la successiva commercializzazione sui ricchi mercati centro-settentrionali; proprio nell’area pescarese, peraltro, era stato individuato il principale snodo per lo smercio dell’eroina introdotta nel nostro Paese.
L’odierno provvedimento di sequestro preventivo scaturisce proprio dagli ulteriori approfondimenti eseguiti dal Ros nei confronti del sodalizio indagato, con l’individuazione di beni immobili e mobili per un valore commerciale di oltre cinque milioni di euro.
Nel complesso, l’attività ha confermato la propensione delle organizzazioni criminali maggiormente strutturate a reinvestire i proventi derivanti dal traffico internazionale di droga nei settori commerciale ed immobiliare.