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Mazzocca: la regione deve adattarsi ai cambiamenti climatici, ma i cittadini siano più responsabili

Abruzzo. In questi giorni l’Abruzzo è preso d’assalto dal caldo torrido e dalla quasi inevitabile siccità che ha colpito alcune zone della regione. Due criticità che rappresentano due facce della stessa medaglia, ossia il problema dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Raggiunto telefonicamente, Mario Mazzocca, vicepresidente della giunta regionale, ci ha parlato della necessità di investire sulla prevenzione soffermandosi, inoltre, sull’importanza – da parte di cittadini – di evitare di porre in essere comportamenti rischiosi o pericolosi.

 

1 – La Regione ha appena acquistato 4 Land Rover, di tipo Defender, dotati di modulo antincendio boschivo (AIB). Uno per provincia, dunque. Non sono pochi?

Chiaramente sono pochi, ma è quello che, attualmente, la Regione ha potuto finanziare. C’è da precisare, però, che vanno a aggiungersi agli altri che sono dislocati sul territorio. A breve, non appena ne avremo altri a disposizione, provvederemo a incrementare questi equipaggiamenti. E’ nostra precisa intenzione.

 

2 – Ha parlato della volontà di rafforzare le organizzazioni di volontariato. In che modo?

Se l’intero ordinamento preposto al sistema di protezione civile nazionale non viene modificato a breve, è l’unica strada da perseguire. La Commissione preposta alla Protezione Civile, presieduta da Palladini della Regione Trentino, sta lavorando da tempo – non senza fatica e difficoltà – a un ripensamento del sistema fuoriuscito dall’ultima legge, quella del 2012, che a partire dal 2013 ha reso tutto ciò “più agile e più snello”, per usare le parole dell’allora presidente Monti. I presidenti delle province e i 305 sindaci d’Abruzzo, si sono resi conto che questo sistema non è più praticabile, per cui si deve irrobustire. Quello attuale ha subito un lento e progressivo depauperamento in termini di risorse umane, strumentali ed economiche. Si deve cambiare strada o, quantomeno, migliorare quella esistente.

 

3 – Questa volontà vuole sopperire anche alle lacune che si sono create a seguito dell’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato all’arma dei Carabinieri?

Questa è una criticità che si aggiunge alle altre già esistenti. Abbiamo incrementato molto la prevenzione rafforzando, fra le altre cose, il rapporto con i Vigili Del Fuoco. Chiaramente, tutta una serie di attività, come il presidio notturno, che in passato era svolto dal Corpo Forestale dello Stato, attualmente la stiamo assolvendo solo con i nostri volontari perché non abbiamo sufficienti risorse. C’è da lavorare e programmare. Lo stiamo facendo.

 

4 – Quanti uomini vengono quotidianamente impiegati nelle opere di prevenzione e controllo?

Attualmente circa 150 suddivisi in tre turni, compreso quello notturno.

 

5 – In queste ore l’Abruzzo sta affrontando gravi episodi di incendi e siccità. Come fronteggiare queste emergenze?

 

Siamo la prima regione ad aver redatto il piano di adattamento ai cambiamenti climatici. A tal proposito, il profilo che abbiamo presentato circa 2 mesi fa, ci dava delle notizie abbastanza sconvolgenti. Negli ultimi anni, soprattutto nell’ultimo, le temperature si sono alzate di circa un grado, specialmente in Abruzzo e in Emilia Romagna e, quindi, con il peggioramento delle condizioni climatiche, è necessario prendere delle contromisure. E’ altresì fondamentale, però, che anche i cittadini abbiano dei comportamenti responsabili evitando di porre in essere comportamenti rischiosi e pericolosi. Anche da parte loro è necessaria una maggiore responsabilità. Il miglioramento passa attraverso una collaborazione reciproca.

Federico Falcone