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Mazzocca presenta “Una visione per l’Abruzzo”: la politica del fare. Non ho problemi a sposare idee altrui

In trenta, tra associazioni, aggregazioni politiche e movimenti civici aderiscono

L’Aquila. E’ stato presentato ieri pomeriggio, all’interno della Sala dei Marmi della provincia di Pescara, il progetto “Futuro. Una visione per l’Abruzzo”. Presenti, fra gli altri, Gianni Melilla, Giovanni Di Iacovo (assessore Comune di Pescara), Geltrude Scatena (vicesindaco Comune di Capistrello), Paola Cianci (assessore Comune di Vasto), Giustino Masciocco (consigliere Comune dell’Aquila), Gianguido D’Alberto (sindaco Teramo) e Mario Mazzocca (sottosegretario alla presidenza della giunta regionale).

Proprio Mazzocca, intervenuto ai nostri microfoni, ha voluto dare qualche dettaglio in più: “la mia attività sul fronte politico, negli ultimi mesi, è stata incentrata nel mettere assieme circa 30 associazioni, aggregazioni sociali e movimenti di partecipazione. Molti di questi li ho incontrati in questi quattro anni e, quindi, ho avuto modo di conoscere il loro valore”.

I temi selezionati per il progetto, quelli capaci di unire una platea così vasta vanno dalla sostenibilità ambientale a quella sociale passando per il mutuismo e la solidarietà. Argomenti, questi, che Mazzocca definisce “il sale della vita”.
“La maggior parte dei presenti non si riconosce nelle proposte politiche nazionali e, quindi, ha preferito sposare questo progetto in cui la condivisione di idee è alla base di tutto”.

“Sono un pò anacronistico e, pertanto, cito Nenni che nel 1966 affermò che la pubblica amministrazione deve fare e far sapere. Questi due aspetti, se disgiunti, non funzionano. Contano solo i fatti. Magari verranno tempi diversi, in cui ciò conterà di meno, ma alla fine saranno sempre e solo i fatti a fare la differenza. L’unica comunicazione efficace è solo quella improntata sulla verità. E’ quella che paga di più, anche a costo di dire cose impopolari e non convenienti”, ha proseguito.

Sguardo anche alle regionali del 10 febbraio: “Non mi soffermerei troppo sui partiti e i loro simboli, nelle elezioni regionali sono un fatto secondario. Conta il territorio e le persone che ivi vi operano. Come detto, contano solo i fatti. Non è detto che anche io, ad esempio, non possa sposare qualcosa proveniente da un partito diverso dal mio. Non mi faccio scrupolo se ci sono idee buone da mettere in pratica, a prescindere da chi le ha promosse. Nella mia esperienza ventennale ho sempre messo gli interessi degli abruzzesi al primo posto”, ha concluso il sottosegretario.