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Medici del 118 esclusi dal bonus covid, lettera aperta ai sindaci: “grave disparità di trattamento”

L’Aquila. I medici del 118 esclusi dal bonus covid scrivono una lettera aperta ai sindaci: “grave disparità di trattamento”.

“Noi sottoscritti medici convenzionati operanti nel servizio 118”, si legge nella lettera inviata ai primi cittadini, “con rapporto di tipo convenzionato a tempo indeterminato e determinato, manifestiamo il disappunto di essere stati esclusi dal beneficio della premialità Covid19 stabilito da questa azienda e riservata a tutti coloro impegnati nella Emergenza epidemiologica. I medici convenzionati del 118, sia negli interventi primari che nei trasporti secondari che hanno riguardato pazienti sospetti o conclamati da coronavirus sono stati in prima linea nella gestione dell’emergenza e tra i casi di personale sanitario contagiato, due medici convenzionati appartengono a questo settore”.

“Riteniamo pertanto”, scrivono i medici convenzionati della Asl1, “assolutamente immotivata la nostra esclusione dal beneficio e non solo e soltanto per un mero fatto economico, ma soprattutto perché denota una mancanza di rispetto nei confronti della nostra dignità professionale e umana che è cosa ben più importante di qualsiasi denaro. La motivazione di natura “tecnico-contrattuale” di detta esclusione da parte della Asl non è a nostro avviso in alcun modo accettabile, la stessa motivazione non è stata applicata quando fino al mese scorso, anche adesso e in altre molteplici occasioni Medici convenzionati 118 sono stati impiegati in turni presso il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, l’Aquila, Tagliacozzo, Pescina e Castel di Sangro. Quando ha bisogno di noi, allora per la nostra Asl decade ogni vincolo contrattuale”.

“Altra cosa importante e gravissima”, sostengono, “è la nostra esclusione dalla malattia professionale in caso di contagio che è maggiore visto che i due terzi dei servizi di emergenza vengono effettuati da noi, infatti il totale medici convenzionati della Asl1 è di 42 invece dirigenti medici 16. Disparità di trattamento, Passaggio a dipendenza e Dirigenza medica. La Regione Abruzzo nel corso degli anni ha cercato con leggi e decreti, (art8 comma 1bis n229/1999, dpcm n.502/1997, sentenza Corte app. 636/2006 e altre disposizioni regionali), di eliminare e abbandonare progressivamente i rapporti convenzionali per modificare e sostituire gli stessi in rapporti dirigenziali”.

“Con disposizione del 31 gennaio 2002 prot.2184/10”, proseguono, “la Regione Abruzzo stabiliva che per i medici convenzionati idonei all’inquadramento va modificato il rapporto di lavoro da convenzionato a dipendente. Mentre le altre Asl della regione si sono adeguate, la nostra Asl ha fatto sempre opposizione e dopo una lunga causa ha portato dieci medici in Cassazione. La Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 18 febbraio del 2015 ha stabilito il diritto ad essere inquadrati nel ruolo dirigenziale subordinato però ai posti delle dotazioni organiche. Pertanto chiediamo alla Regione Abruzzo”, concludono nella lettera, “che molto si è adoperata per ottimizzare il servizio 118, di risolvere con il passaggio a dipendenza questa ingiusta disparità di trattamento tra medici che svolgono le stesse mansioni”.