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Mentre Alessandrini parla di osservatorio epidemiologico, Terra nostra chiede chiarezza anche sulla sabbia

Pescara. L’istituzione di un osservatorio epidemiologico e l’effettuazione di uno studio comparativo tra i dati sanitari relativi alla stagione balneare 2015 con quelli degli anni precedenti. La richiesta è stata fatta al manager della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, con una lettera a firma del sindaco Marco Alessandrini e del suo vice Enzo Del Vecchio. “In qualità di sindaco” si legge nella nota inviata pr conoscenza anche all’assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci “avverto fortemente la necessita’ di mettere in atto tutte le misure possibili volte a tutelare la salute dei cittadini, creando le opportune condizioni, anche in sinergia con le altre Istituzioni locali competenti in materia sanitaria, finalizzate a scongiurare l’eventualita’ di rischi, criticita’ o pericoli per la collettività”. Ciò che chiedono sindaco e vice sindaco con l’istituzione di un osservatorio epidemiologico è quello di avere “un punto di vista certo e qualificato, pescara spiaggiain grado di permettere alle Istituzioni di ‘cristallizzare’ ed esaminare in dati legati alle affezioni di natura batterica relativi all’intera stagione balneare corrente – dal primo giugno al 30 settembre – e che conduca ad un accertamento oggettivo circa le conseguenze eventualmente attribuite alla salute delle persone a seguito della balneazione nel mare pescarese”. “Ritengo sia utile” scrive infine Alessandrini “anche effettuare uno studio comparativo tra i dati sanitari relativi alla corrente stagione balneare e quelli degli anni precedenti, concernenti i ricorsi alle strutture sanitarie per le cure di problematiche riconducibili alla balneazione nelle acque cittadine”. Ma per lassociazione civica Terra Nostra “c‘è ancora un’altra vicenda oscura che riguarda lo scandalo delle fogne in mare e la grave omissione da parte del sindaco di Pescara Alessandrini. La vicenda ‘oscura’ riguarda le tonnellate di sabbia che sono state prelevate a ridosso dei trabocchi del lato nord del molo. Area interdetta alla balneazione proprio per la sua criticità e posizionamento alla foce del fiume” si legge in una nota “Il vice sindaco Del Vecchio ha gioito per aver riportato l’acqua sotto i trabocchi ma noi chiediamo una risposta pubblica ed ufficiale a queste nostre domande: dove sono state trasportate le sabbie? In quale tratto di litorale è stato fatto il ripascimento? Sono stati fatti campionamenti di analisi prima di procedere all’utilizzo delle sabbie rimosse?. Se le analisi sono state effettuate vorremmo conoscere pubblicamente i risultati. Domande leggittime, dopo quello che sta succedendo” osseva infine Terra Nostra “che meritano una risposta chiara perche’ i casi di irritazione cutanea non si sono verificati soltanto nella parte nord del litorale ma anche a sud”.