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Montelisciani (Sel): D’Alfonso imbarca il ceto politico della destra regionale

Vincenzo-MonteliscianiPescara. Vincenzo Montelisciani, giovane consigliere comunale al Comune di Tagliacozzo e laureando in giurisprudenza, è stato eletto tra i membri della nuova Segreteria Regionale di Sinistra Ecologia Libertà, il massimo organismo dirigente del partito a livello regionale oggi guidato dal neo-segretario Tommaso DI Febo. La nuova segreteria si trova subito ad affrontare il nodo spinoso delle elezioni regionali e del dibattito attorno alla coalizione guidata da Luciano D’Alfonso.

 

A due mesi dalle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale c’è tanta incertezza e confusione. Cosa è mancato e cosa dovrebbe essere fatto?

 

Parto da lontano, ma l’incertezza e la confusione nella nostra regione sono date innanzi tutto dall’incertezza e dalla confusione che attraversa il nostro Paese insieme a tutto l’Occidente. Non possiamo rimanere sul pelo dell’acqua senza accorgerci di ciò che si muove sotto, tra le correnti più profonde.

 

Impotenza dello stato di fronte alla globalizzazione dei mercati; crisi della democrazia; crisi dei partiti e crisi della rappresentanza; mancata unificazione politica dell’Unione Europea; la più grande crisi economica dai tempi della II guerra mondiale: sono soltanto gli epifenomeni di un qualcosa di più profondo, di un mutamento radicale che sta dentro le viscere della società, che ancora non possiamo osservare nella sua completezza.

 

La Politica può e deve essere un argine, può e deve trovare le energie per invertire la rotta, ma deve muoversi nella società, sentire e assumere su di sé il disagio e il dolore di chi è in difficoltà, senza arroccarsi in un politicismo autoreferenziale. Solo così la Politica sarà capace di costruire il futuro delle prossime generazioni e produrre avanzamenti nelle condizioni materiali di vita dei lavoratori e delle famiglie.

 

Oggi questo compito spetta alla sinistra e al centro-sinistra, dentro il quale noi vogliamo stare per costruire un Abruzzo migliore di quello che ci ha lasciato la giunta Chiodi. Solo nel centro-sinistra può vivere questa speranza. Ma il centrosinistra bisogna avere la volontà di costruirlo. Noi di Sinistra Ecologia Libertà ci siamo.

 

Il candidato della coalizione di centrosinistra, Luciano D’Alfonso, non chiude la porta ai profughi della destra nonostante le continue lamentele dei suoi. In vista della composizione delle liste qual’è la posizione di Sel?

 

SEL ha partecipato alle primarie di coalizione per la scelta del candidato Presidente che hanno visto vincitore Luciano D’Alfonso, sulla base di un patto siglato con le altre forze del centro-sinistra. Il patto parlava di una coalizione, appunto, di centro-sinistra aperta al contributo della societàà civile, della cittadinanza attiva e di personalitàà espressione di quelle culture moderate tradizionalmente esterne al campo della sinistra, ma con le quali si poteva aprire un’interlocuzione per costruire l’alternativa per l’Abruzzo.

 

Al punto in cui siamo oggi, la situazione sembra decisamente mutata rispetto alle condizioni di partenza: D’Alfonso, con la sua “operazione safari”, sta imbarcando interi pezzi di ceto politico della destra regionale. Siamo messi di fronte a un vero e proprio allargamento a destra della coalizione, che compromette la possibilitàà stessa di parlare di un centro-sinistra. Noi pensiamo che vada contenuto il numero delle liste civiche e che queste debbano essere uno strumento per aprirsi alla società civile, non un ponte levatoio abbassato per consentire a un ceto politico screditato di transitare da una parte all’altra, di riciclarsi e di salvare la poltrona. Su questo – a differenza di come cerca di far credere qualcuno – il partito è unito e pretenderà chiarezza dal candidato presidente e dagli alleati.

 

Lo diciamo in particolare agli amici del PD, che – come testimonia anche l’autorevole presa di posizione della senatrice Pezzopane – giustamente vivono un diffuso disagio per questa situazione: la coalizione ha senso se è un modo per parlare all’Abruzzo di un progetto di rinnovamento e ripartenza, non se è un rassemblement di ambizioni personali. Poi c’è un fatto non trascurabile: qui non si tratta solo di vincere le elezioni, ma anche e soprattutto di governare una Regione che ha tanti e gravi problemi a partire da una sanità disastrata e dalla drammatica condizione economica e occupazionale. Chiedo: che tipo di condivisione programmatica può mai esserci con chi è stato complice e artefice delle politiche della Giunta Chiodi negli ultimi anni?

 

Ci troviamo in un momento strategico per l’Abruzzo, serve una ulteriore spinta per far sì che lo sviluppo si concretizzi ulteriormente. Quali sono le caratteristiche che dovrebbero avere i candidati in corsa per le regionali?

 

Abbiamo bisogno di persone perbene, serie, preparate e capaci. Il centro-sinistra deve essere costruito con criterio per eleggere una classe dirigente che abbia idee chiare e tra loro omogenee per trascinare l’Abruzzo fuori dalla palude. Ribadisco che dalla palude non ci esci se ti accompagni con quelli che nella palude ti ci hanno trascinato nel corso di questi anni. D’Alfonso deve capire che se vuole cambiare l’Abruzzo deve innanzi tutto cambiare le persone che l’Abruzzo lo stanno governando.

Lasciami aggiungere che, dal canto suo, Sinistra Ecologia Libertà è potuta andare sempre orgogliosa delle proprie scelte. In Abruzzo abbiamo eletto alla Camera dei Deputati Gianni Melilla, uno degli onorevoli più presenti in assoluto in Parlamento con il 100% di presenze nel 2013 e il 99,32% delle votazioni. Gianni fino ad oggi ha depositato 4 proposte di legge come primo firmatario e 61 come cofirmatario; ha presentato una risoluzione e otto ordini del giorno, una ventina di interpellanze e circa 110 interrogazioni parlamentari su questioni di interesse regionale, nazionale e internazionale.

Abbiamo bisogno di candidati così e noi li metteremo in campo.

Sel ha partecipato alle primarie e Franco Caramanico, già prima del voto, ha confermato il sostegno a D’Alfonso in caso di vittoria. Cosa non potrà mancare nell’agenda del presidente per il riscatto dellAbruzzo?

D’Alfonso ha vinto le primarie e la logica delle primarie implica che chi perde sostiene chi vince: D’Alfonso è il candidato del centro-sinistra. Ma il candidato Presidente non è un monarca, non è il padrone della coalizione. Il contrario: il candidato è funzione di un progetto politico che in questo caso si chiama centro-sinistra. Se D’Alfonso pensa di giocare in solitaria la sua partita subordinando alla sua persona l’intero progetto per l’Abruzzo espresso dalla coalizione, penso che dovremo prenderne atto e trarre le dovute conseguenze. Ma a quel punto ci troveremmo davanti a una precisa scelta politica del candidato presidente che sceglierebbe di rompere unilateralmente il patto di coalizione e l’unità del centro-sinistra. Noi invece il centro-sinistra vogliamo costruirlo e tenerlo unito. Un centro-sinistra fondato su un patto per un nuovo modello di sviluppo, che passa per la difesa del nostro – ahimè fragile e troppo spesso maltrattato, lo vediamo in questi giorni con una chiarezza che fa rabbrividire – patrimonio ambientale: le nostre coste, i nostri fiumi, le nostre montagne e i parchi sono la più grande risorsa di cui disponiamo; per una sanità pubblica efficiente a garanzia di un servizio universale per tutti i cittadini; per il potenziamento della rete dei trasporti pubblici, in particolare quelli su rotaia che possono diventare un grande volano di sviluppo soprattutto per le zone interne; per una politica industriale degna di questo nome, portata avanti all’insegna della conversione ecologica degli apparati produttivi; per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze, rimettendo al centro il lavoro e i diritti. Se il centro-sinistra parlerà di questo possible nuovo Abruzzo, vincerà senza dover ricorrere a alchimie politiciste che non farebbero che allontanarci dal nostro popolo.