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Morte carabiniere Anzini, Nardella (Uil): spero che la sua morte sia da monito per i trasgressori del codice stradale

Domani il processo per la morte del carabiniere travolto da un ubriaco alla guida

L’Aquila. Si terrà domani il processo per la morte di Emanuele Anzini, il carabiniere travolto e ucciso da un ubriaco alla guida. “La Uil Pa penitenziaria di Sulmona da me rappresentata”, sottolinea Mauro Nardella, segretario generale territoriale della Uil, “ non farà mancare il suo sostegno, seppur morale, alla famiglia Anzini in occasione del processo che si celebrerà domani. Il rito processuale scelto su richiesta dell’accusato sarà quello abbreviato. Questo porterebbe ad una sentenza  con lo sconto immediato di pena   pari ad  un terzo di quella edittale  se l’imputato, accusato di  omicidio  stradale, venisse condannato”.

“Non possiamo certo mettere in discussione il codice di procedura penale il quale”, precisa Nardella, “ovviamente, consentendo questo tipo di scelta, non può che essere rispettato. Tuttavia ci dispiace tantissimo venire a conoscenza, pur rispettando la sacralità della scelta fatta dall’avvocatura dello Stato, della mancata concessione all’Arma dei Carabinieri della costituzione di parte civile”.
“A modo nostro e così come fatto a novembre scorso”, prosegue Nardella, “ricordandone la memoria in occasione della commemorazione delle vittime del dovere nel piazzale del carcere ad esso dedicato, non smetteremo di rimarcare l’elevato valore umano che vorremmo fosse eternamente assicurato al ricordo dell’appuntatuo Anzini e, soprattutto, che il suo martirio possa finalmente fungere da ispirazione nei confronti di chi il codice della strada lo vede come carta straccia”.