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Muore noto ristoratore di Poggio Piecenze dopo il trasferimento all’ospedale di Avezzano, aperta un’inchiesta

Avezzano. E’ morto prima di arrivare alla sala operatoria Massimo Iannelli, 52 anni, aquilano di origine. Per il decesso, dopo la denuncia presentata dai familiari, il pm di Avezzano, Maurizio Cerrato, ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare le cause della morte, sopraggiunta prima di Ferragosto nel reparto Tac dell’ospedale di Avezzano. L’uomo era di Poggio Piecenze, dove gestiva insieme al fratello Dado e alla sua famiglia l’Agriturismo C’era una Volta. Martedì scorso ha accusato dolori ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila dove i medici lo hanno sottoposto ad una Tac e gli hanno diagnosticato una “dissezione aortica di tipo b”. Sembra che gli stessi medici abbiano anche precisato che la struttura aquilana non disponeva di una chirurgia vascolare e quindi il paziente andava trasferito all’ospedale di Teramo o Avezzano. Dopo qualche giorno si rende disponibile un posto nella struttura marsicana dove il paziente viene di nuovo sottoposto a controllo e messo in lista di attesa per un intervento chirurgico.

Ma la morte è arrivata prima per la rottura dell’aorta. Dopo il decesso, la moglie, insegnante originaria di Capistrello, assistita dall’avvocato Moreno Di Cintio, ha presentato un esposto alla procura per chiedere che si accertino eventuali responsabilità mediche. Il 14 agosto il pm ha dato incarico al medico legale, Cristian D’Ovidio, di Pescara, di eseguire l’autopsia sulla salma all’ospedale di Avezzano a cui ha assistito anche il medico legale, Giuseppe Stornelli, avezzanese, nominato direttamente dai familiari. E sempre prima di Ferragosto i militari hanno acquisito le cartelle cliniche. Ora sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso: in questi casi il reato ipotizzato è l’omicidio colposo e si sta procedendo contro ignoti poiché non è stato ancora determinato l’esatto numero degli indagati anche se l’iscrizione nell’apposito registro è un atto dovuto per consentire la partecipazione con un proprio consulente di parte all’esame autoptico che è un atto irripetibile.

«Attendiamo l’esito dell’autopsia- dicono all’ospedale- perchè tutto quanto era possibile è stato fatto dal punto di vista diagnostico e terapeutico. Attendiamo che si chiarisca quale è stata la causa reale del decesso: siamo fiduciosi che il riscontro potrà fare chiarezza. Siamo dispiaciuti e vicini alla famiglia per questo evento tragico». «La dissezione aortica- precisa un medico- è una malattia vascolare con un’alta mortalità se non viene trattata con chirurgia d’urgenza. La morte sopraggiunge per choc in seguito a rottura dell’aorta e grave emorragia interna. Il rischio di rottura fulminante parte dal 40% al presentarsi della sintomatologia dolorosa e cresce dell’1% ogni ora; nell’arco delle prime 24 ore il rischio è superiore al 60%». Ieri, domenica, si sono tenuti nella chiesa di San Giuseppe a Capistrello i funerali.