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Muratore accoltellato, sul corpo della vittima oltre dieci fendenti. L’assassino si è costituito con una telefonata

Pescara. Sono state numerose, e comunque oltre una decina, le coltellate inflitte a Salvatore Russo, il muratore 60enne, originario della provincia di Foggia, ucciso intorno alle 10, a Pescara, nel corso di una lite, dal vicino di casa Roberto Mucciante, 51enne, originario dell’Aquila. Dall’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, è emerso che la vittima è stata colpita fra l’altro con il coltello al torace, al dorso e all’addome. L’assassino avrebbe utilizzato un coltello da cucina, che è stato poi rinvenuto vicino al cadavere del muratore.

Sarà l’autopsia, che potrebbe essere eseguita fra domani e venerdì, dopo il conferimento da parte del magistrato, a chiarire l’esatto numero delle coltellate inferte, la dinamica dei fatti, e quali siano state le coltellate che hanno poi provocato il decesso di Salvatore Russo. L’omicida, che si è poi consegnato ai carabinieri, dopo aver ammesso la sua colpevolezza con una telefonata fatta agli stessi militari, ha riportato ferite alle mani nel corso della colluttazione.