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Nardella (Uil): ci auguriamo che il nuovo Garante dei Detenuti difenda anche la Polizia Penitenziaria

Sulmona. “Il neoeletto Garante dei Detenuti d’Abruzzo Gianmarco Cifaldi ha dichiarato che la sua attenzione prioritaria sarà rivolta al carcere di Sulmona, struttura che visiterà il prossimo 3 agosto anche se non mancheranno interventi ispettivi nelle strutture penitenziarie dell’Aquila e Chieti. La notizia, che non è passata inosservata alla UIL PA Polizia Penitenziaria, l’accogliamo con cauto piacere visto che Cifaldi ha dichiarato che sarà sua intenzione collaborare con tutti gli attori sociali che a vario titolo si interfacciano col mondo penitenziario. Se la premessa sarà, come ne sono convinto, quella di vedere il Garante affrontare di petto le tante problematiche, soprattutto di natura strutturale, che affliggono gli istituti di pena di tutta la Nazione, la Uil non potrà che vedere positivamente l’insediamento di questa figura”. A dirlo è Mauro Nardella, vicesegretario generale UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo e componente della CST UIL Adriatica Gran Sasso.

“Personalmente concordo con quanto evidenziato dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri allorquando, nell’affermare che chi ha sbagliato deve scontare l’interezza della pena risaltando anche il compito che devono avere le Istituzioni nel garantire che il detenuto sia trattato in maniera umana e possa avviare percorsi di recupero così come previsto dalla Costituzione, invita il Garante a denunciare carenze del sistema carcerario e cercare soluzioni utili a migliorare le condizioni di vita di detenuti e personale” prosegue Nardella.

“Ovviamente non posso che essere d’accordo soprattutto quando Sospiri fa riferimento al miglioramento di vita del personale, nella fattispecie poliziotti penitenziari, poiché è di essi che la UIL PA Polizia Penitenziaria ne rappresenta le esigenze” continua Nardella. “Vivere ad esempio in posti umidi, autentici forni d’estate e frigoriferi d’inverno, privati di luce naturale e ripieni di fumo passivo, rappresentano un mal viatico, oltre che per chi si ritrova a scontare una pena, anche per chi come i baschi blu sono impegnati nella loro professione “forzata” all’interno di tali contesti. Essere costretti a viaggiare, così come lo sono i detenuti, in mezzi blindati poco rispettosi della salute e della dignità umana rappresenta un attentato anche alla onorabilità di chi la Costituzione è chiamato a farla rispettare vestendo un’uniforme”.

“Far capire, attraverso la diretta testimonianza del Garante, che è stato un errore aver chiuso (senza una valida alternativa) gli ospedali psichiatrici giudiziari costringendo, di fatto, molti dei detenuti psicotici (che prima venivano trattati facendo perno su personale accuratamente formato) a vivere in contesti poco inclini, in virtù del loro status e della mancanza di mezzi e sufficiente personale formato, al mantenimento di un adeguato presidio di sicurezza, potrebbe permetterci di trovare valide contromisure per le tante, troppe aggressioni che i poliziotti penitenziari, quotidianamente, sono costretti a subire” continua Nardella.

“Se anche e soprattutto queste saranno le attenzioni che i Garanti dei detenuti riserveranno al mondo penitenziario, ivi comprese far sì che anche loro evidenzino la necessità di un maggior numero di operatori penitenziari quali Poliziotti penitenziari (la garanzia di sicurezza e propedeutica al trattamento intramurario), assistenti sociali, educatori e psicologi, io che sono amante nel vedere la legge rispettata a 360° non potrò che essere felice del suo avvento” conclude Nardella.