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Natura e spiritualità, a Sulmona una mostra dedicata al pittore secentesco Carl Ruthart

Sulmona. Una mostra internazionale nelle nuove sale espositive dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone: “Natura e spiritualità – Carl Borromäus Ruthart”. Frutto di un’importante collaborazione internazionale con il Museo Nazionale di Danzica diretto da Wojciech Bonislawski, articolata intorno al corpus di dipinti del MuNDA dell’Aquila, con prestiti da altri musei e collezioni private, l’esposizione dedicata a Carl Borromäus Ruthart svela, per la prima volta in Italia, aspetti inediti e poco indagati della sua arte, celebrata da illustri contemporanei, contesa dai più sofisticati committenti, tra cui Cosimo de Medici e il principe di Liechtenstein, distribuita oggi nelle più importanti raccolte del mondo, dal Getty Museum a Los Angeles al Louvre a Parigi, al Museo Nazionale di Stoccolma.

La mostra, ben più ampia rispetto a quella allestita presso il museo di Danzica visitata da circa 10.000 visitatori dal 28 febbraio al 30 maggio, accoglie le opere dell’artista proprio nell’Abbazia che lo vide monaco celestino, costantemente in dialogo con quella natura e spiritualità così tanto presente nel suo percorso creativo, esercitato anche a L’Aquila in Santa Maria di Collemaggio per oltre trent’anni.

Si evidenzia così una rara sintonia, fra luoghi di pietra, contesto ambientale e rinnovata fruizione dei nuovi spazi espositivi, opportunamente riqualificati grazie al progetto “Grandi attrattori” coordinato dall’architetto Dora Di Francesco e attuato dal Polo Museale dell’Abruzzo (Progetto B5 dell’architetto Francesca Brancaccio, r.u.p. architetto Catello Pasinetti, direttore dei lavori architetto Valentina Garramone).

Con particolare orgoglio per i primi risultati raggiunti nell’ambito di un percorso ancora in atto, Lucia Arbace, curatrice della mostra insieme a Filippo Maria Ferro e Magdalena Mielnik, ha il piacere di presentare, assieme ai principali protagonisti dell’iniziativa, l’esposizione dedicata a Carl Borromäus Ruthart, un artista misterioso, pittore ricercato, che continuò la sua carriera da monaco celestino onorando proprio quel territorio abruzzese che aveva ispirato la sua arte e la sua fede. Famosissimo per le cacce, Ruthart è anche abile ritrattista e illustratore dei fasti di Celestino V, nonché pittore di paesaggi e nature vive o morte, autore di dipinti realizzati non solo con i pennelli e i colori, ma con slancio emotivo che dona evidenza ad animali e ambienti naturali intrisi di una straordinaria spiritualità.

Accompagna la mostra un raffinato catalogo in tre lingue (336 pagine, interamente a colori), frutto delle importanti ricerche condotte dagli studiosi polacchi e italiani che hanno affiancato i tre curatori: Anna Sobecka, Adriano Ghisetti Giavarina, Mauro Congeduti, Alessandra Giancola, Emilia Ludovici, Katra Meke, Marta Vittorini.

L’iniziativa si avvale del Patrocinio del Comune di Sulmona.