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Nel 2014 spiaggiate 54 tartarughe e 30 cetacei, Wwf Abruzzo lancia grido di allarme

Pescara. Annus horribilis il 2014 per gli amanti del mare, in special modo per quelli abruzzesi. La scorsa stagione balneare è, infatti, iniziata con la notizia pessima che le nostre acque era classificate tra le più sporche d’Italia. E non va meglio neanche per le acque dolci dove si registra uno stato di continuo peggioramento. L’ultimo scorcio d’estate ha inoltre “regalato” un episodio che resterà indelebile imagesnella memoria collettiva: la notte tra l’11 e il 12 settembre sette capodogli si sono spiaggiati sull’arenile di Punta Aderci, a Vasto, e soltanto 4 dei meravigliosi aniamali sono riusciti a tornare in acqua grazie all’intervento di numerosi volontari. Tra le ipotesi per spiegare l’accaduto una delle più accreditate è la presenza di gas accumulati nel sangue per un’emersione troppo rapida. Non è difficile ipotizzare una causa antropica, anche se forse certezze non ne avremo mai. Gli spiaggiamenti rimangono tuttora enigmi della biologia marina: si verificano da sempre, ma è un fatto che l’azione dell’uomo ha reso il fenomeno più frequente. Nel 2014 sulla costa abruzzese si sono spiaggiati 30 cetacei e 54 tartarughe della specie Caretta caretta. Per quanto riguarda i cetacei, la maggior parte e’ arrivata a riva gia’ morta, altri hanno ripreso il largo, ma non si sa se siano sopravvissuti o semplicemente siano andati a morire altrove. Relativamente alle tartarughe, il trend e’ in aumento: nei soli primi due mesi del 2015 si registrano 34 esemplari morti in maniera non naturale (la maggior parte per soffocamento). A lanciare l’allarme il Wwf Abruzzo che definisce il 2014 un “annus horribilis” per il mare abruzzese. “Le nostre acque – ricordano – sono state classificate tra le piu’ sporche d’Italia. Il resto della situazione non va meglio tra sforzo di pesca in aumento e rifiuti ammassati sulla battigia dopo ogni mareggiata. La situazione non puo’ dirsi migliore per le acque dolci: lo stato dei fiumi registra un continuo peggioramento”. “L’ambiente marino dell’Adriatico – sottolinea il WWF – e’ un prezioso scrigno di biodiversita’ ma e’ anche un sistema estremamente fragile nel quale l’impatto dell’uomo puo’ avere effetti catastrofici. Preservarne l’integrita’ e la bellezza dovrebbe essere un bisogno prioritario per ciascuno di noi. Siamo custodi di una piccola parte del mondo di enorme pregio ambientale, impegniamoci per quanto ci e’ possibile perche’ resti ‘speciale’ e piena di vita”.