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Niente passaggio di Freccia bianca in Abruzzo, Confesercenti: grave danno per il territorio

Teramo. “Apprendiamo da notizie di stampa che fonti di Trenitalia asseriscono che dall’Abruzzo in generale, e dal Teramano in particolare, non sarebbero state fatte sollecitazioni in merito all’ottenimento di fermate dei treni Frecciabianca sul territorio. Ci risulta l’esatto contrario, e dovrebbe risultare sia a Trenitalia che alle istituzioni in quanto erano presenti meno di tre mesi fa ad un convegno realizzato proprio su questo tema”. Lo affermano Daniele Erasmi, presidente di Confesercenti Abruzzo e Confesercenti Teramo, assieme al direttore regionale Enzo Giammarino, al direttore provinciale Flaminio Lombi ed al responsabile giuliese dell’associazione Gianluca Grimi. “Il 7 marzo 2015, infatti, erano tutti a Giulianova nella sala Buozzi, dove si è tenuto un convegno sull’argomento alla Pescara, Trenitalia 'Jazz'presenza del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, del sindaco Francesco Mastromauro, del dirigente di Rfi Giovanni Gualario e dei responsabili di Confesercenti. Proprio nell’intervento di Confesercenti, tenuto da Giammarino – ricordano i vertici dell’associazione – è stata sostenuta la necessità di implementare urgentemente il servizio ferroviario nella provincia di Teramo, in particolare nella stagione turistica, ed il rappresentante di Rfi si era impegnato a riferire queste sollecitazioni. Del resto, la relazione preparata dal professore Archimede Forcellese dell’Università Politecnica delle Marche non lasciava dubbio alcuno circa la assoluta discrepanza di trattamento dei territori da parte di Trenitalia”. “Apprendiamo ora – proseguono Erasmi, Giammarino, Lombi e Grimi – che invece una operazione di potenziamento è stata fatta ancora a Senigallia, dove, secondo il gruppo Ferrovie dello Stato, gli albergatori si sarebbero attivati. Riteniamo quanto accaduto un fatto di strema gravità. Non è possibile puntare sul turismo, ed il territorio teramano con i suoi numeri dimostra di esserne campione con il suo oltre 60 per cento dell’intero movimento abruzzese, ed essere poi lasciati senza gli strumenti basilari per competere come il trasporto ferroviario. Ci auguriamo che tutte le autorità competenti della provincia e della Regione facciano sentire la loro voce a tutti i livelli. Noi non ci fermeremo fino all’ottenimento del risultato”.