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No cibo a gatti randagi, stop ordinanza del sindaco di Cocullo. Via a sterilizzazioni con associazioni e Asl

Cocullo. Il sindaco di Cocullo ritirerà l’ordinanza che vietava di dar da mangiare ai gatti nel centro storico e si è impegnato a provvedere alla sterilizzazione degli animali con l’ausilio della Asl e la collaborazione delle associazioni, per realizzare una gestione esemplare delle colonie feline. E’ l’esito dell’incontro tenutosi in Comune con le associazioni animaliste che si erano ribellate all’ordinanza del 17 settembre scorso, annunciando l’intenzione di ricorrere al Tar e scatenando una battaglia anche sui social, a seguito della quale il primo cittadino aveva annunciato querele. Ieri, nell’aula consiliare, presente la cittadinanza, si sono confrontati il sindaco, Sandro Chiocchio, il dirigente Asl, Mario Mazzetti, Emanuela Bignami per Animalisti Italiani Onlus, il commissario straordinario della sezione Enpa L’Aquila Anna Santilli, l’avvocato Michele Pezone responsabile Diritti Animali di Lega nazionale per la difesa del cane, il coordinatore regionale del Movimento Animalista Guido Mammarella con le responsabili provinciali di L’Aquila e Pescara.

Il sindaco ha chiarito che non voleva in alcun modo intraprendere un’azione contro i felini, che anzi considera patrimonio comune del paese, e di aver tentato per lungo tempo di sensibilizzare i cittadini a limitare l’eccessivo nutrimento dei gatti nel centro storico. Le Associazioni hanno ricordato che i gatti che vivono in libertà sono tutelati dalla Legge Quadro 281/91 e dalla LR 47/13 in base alle quali proprio i Comuni sono responsabili del benessere degli animali. Hanno offerto piena disponibilità a sindaco e cittadinanza ad aiutarli nelle fasi iniziali della creazione e gestione delle colonie. Tutti gli intervenuti hanno espresso soddisfazione per il risultato del dialogo e della cooperazione tra il mondo del volontariato animalista e le istituzioni, un “modello Cocullo” che possa fare scuola per una corretta gestione e tutela degli animali che vivono in libertà.