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Consorzio Vini D’Abruzzo 3

No Snam, l’Abruzzo si mobilita. Azienda: zero rischi per ambiente e cittadini dateci la possibilità di spiegare

Sulmona. Nel giorno della grande mobilitazione in cui l’Abruzzo unito ribadisce il proprio no alla centrale a compressione di Sulmona, l’azienda Snam, in una nota inviata alla stampa, precisa: “a Sulmona arrivano già due gasdotti  (segnati in doppia riga blu nella cartina allegata) della stessa dimensione di quello in progetto, realizzati negli anni scorsi da Snam, alla cui conclusione è stato effettuato un recupero ambientale che interessa il Parco Nazionale della Maiella considerato modello di eccellenza in Italia come evidente nel file video https://we.tl/baJHY6LsyO; si tratta di opere che – per quanto ubicati in zona a rischio sismico – non hanno mai subito danni o procurato interruzioni nella fornitura di gas in conseguenza dei terremoti, ivi compresi quelli che hanno colpito l’Abruzzo nel 2009 e nel 2016. Il tratto Sulmona-Foligno (segnato in rosso) non è altro che la prosecuzione verso nord di uno dei due gasdotti esistenti (l’altro, il Transmed, prosegue verso ovest); la costruzione del metanodotto interessa una fascia di terreno della larghezza di soli 28 metri in aree agricole che verranno ripristinate e restituite alla coltivazione e sulle quali potrà riprendere l’attività di coltivazione, anche ad alto fusto, senza vincolo alcuno. In nessuno degli 11 impianti di compressione esistenti in Italia – analoghi a quello in progetto a Sulmona e perfettamente inseriti nel contesto territoriale come si può vedere alle immagini qui https://we.tl/baJHY6LsyO – si è mai verificato un problema di emissioni in atmosfera nonostante i rigorosi controlli periodici e dunque non è mai emerso nessun rischio per la salute degli abitanti come ha testimoniato il sindaco di Poggio Renatico (Ferrara) nell’intervista qui https://www.youtube.com/watch?v=o5HJyPGZ-Eg”.
“Snam ribadisce la piena disponibilità a incontrare cittadini e istituzioni del territorio per illustrare le caratteristiche delle opere e l’assenza di rischi per l’ambiente e per i cittadini, nonché i benefici che l’opera porterà per il Paese e in termini di ricaduta sul territorio”.