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Nomina Gatti, tuona il centrosinistra: ritiro conferma spaccatura della maggioranza dopo un anno di governo

L’Aquila. “Il braccio di ferro fra Lega e gli alleati a cui abbiamo assistito in queste settimane sulla nomina di Gatti alla Corte dei Conti, oltre a rimarcare l’inopportunità della scelta, ha aumentato ancora di più il conflitto politico nella maggioranza e messo seriamente a rischio la corretta dialettica democratica anche con l’opposizione, valore irrinunciabile per preservare il rapporto tra l’istituzione regionale e la comunità abruzzese”. Questo il duro commento dei capigruppo di centrosinistra Silvio Paolucci per il Pd, Americo Di Benedetto per Legnini Presidente e Sandro Mariani per Abruzzo in Comune sul ritiro della designazione, deciso dal presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri.

“Quella di Gatti alla Corte dei Conti era una nomina forzata e illegittima, come abbiamo da subito asserito e come ha rimarcato anche la Lega l’indomani della decisione”, riprendono i consiglieri di centrosinistra, “il dietrofront era indispensabile, lo avevamo chiesto per tempo al presidente, subito dopo l’ufficializzazione, e se ci avesse dato retta sarebbe stata evitata tanta inutile bagarre, originata da una chiara inopportunità politica della decisione, peraltro sostenuta, non si comprende ancora a quale titolo, dal presidente Marsilio, nonché caratterizzata da gravi carenze che l’hanno accompagnata, trasparenza in primis”.

“Bisognava ascoltare le forze presenti in Consiglio”, precisano i dem regionali, “dando così voce a tutti, per ristabilire diritti e un più opportuno impiego anche delle risorse previste per un incarico che non era e non è obbligatorio, che andrebbero destinate alla comunità o a un progetto per l’Abruzzo e non per sostenere una nomina politica e funzionale ad accordi discutibili e per di più divisivi”.

“Da un anno il centrodestra produce solo decisioni imbarazzanti”, concludono Paolucci, Di benedetto e Mariani, “mentre l’Abruzzo regredisce, e ciò accade quando si governa con logiche di partito ed amicali e non per il bene comune”.