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Notte di Far West tra pistole e coltelli ad Alba Adriatica. CasaPound al sindaco “immobilismo assoluto su degrado e sicurezza”

Alba Adriatica. Dura presa di posizione di CasaPound Italia dopo il violentissimo episodio di violenza, con coltellate e colpi di pistola avvenuta la notte del 12 ottobre ad Alba Adriatica. “Abbiamo più volte denunciato lo stato di degrado in cui versano interi quartieri della città” afferma Roberto Monardi, Responsabile per la Provincia di Teramo di CasaPound Italia “ma questa amministrazione ha dimostrato di non tenere nel benché minimo conto la tutela dei cittadini”. “Per anni davanti alle denunce degli abitanti si è preferito negare, far finta di nulla, e nel frattempo il problema si è accresciuto sempre più, fino ai livelli che vediamo oggigiorno. Si è lasciato che criminalità e delinquenza prendessero indisturbati possesso del territorio, e con quali conseguenze?” chiede Monardi “Interi quartieri trasformati in ghetti e abbandonati alle scorribande di spacciatori e prostitute; bande di criminali che si sentono talmente padrone del territorio da portare il far west fin sotto casa nostra, per le nostre strade, con il rischio che onesti cittadini si ritrovino addirittura coinvolti in sparatorie”.
Sul tema interviene anche Stefano Flajani, responsabile per Alba Adriatica di CasaPound Italia: “Un’amministrazione seria si farebbe carico di questi problemi per risolverli una volta per tutte, piuttosto che denigrare e tacciare di paranoia e razzismo chi come noi li ha più volte evidenziati sostenendo la necessità di affrontarli in maniera radicale. Un’accorta amministrazione – prosegue Flajani – farebbe sentire la presenza dello Stato, ristabilendo il decoro in quei quartieri che un tempo erano pieni di piccole realtà artigianali, tranquille e laboriose, che arricchivano il tessuto urbano e che anzi ne costituivano il nerbo, ma che oggi sono state sostituite da centri di spaccio e di altre attività indegne ed illegali”.
“Se oggi siamo a registrare i fatti di Alba Adriatica, non si può negare tuttavia come il problema sicurezza riguardi anche altre città della costa teramana – conclude Monardi – e che sia quindi necessaria un’immediata inversione di tendenza che consenta agli onesti cittadini di riappropriarsi dei propri spazi e del diritto a vivere in sicurezza le proprie città”.