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Nuova giunta regionale, nomi degli assessori abruzzesi stabiliti a Roma. Polemiche sulle dichiarazioni di Marsilio

L’Aquila. Sono trattative serrate, quelle da giorni tengono banco circa i nomi che andranno a comporre la nuova giunta regionale abruzzese. Come da previsione, a fare la voce grossa è la Lega che rivendica il maggior numero di assessorati. Il coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma e l’onorevole Luigi D’Eramo sono stati chiari fin da subito nello specificare che non arretreranno di un centimetro e non lasceranno per strada niente di quanto spetta loro di diritto. Con buona pace degli alleati di coalizione.

Nella giornata di ieri, all’interno dei palazzi romani, c’è stato l’incontro tra Bellachioma e Matteo Salvini. Non solo per fare il punto della situazione, ma per distribuire compiti e ruoli ai rappresentanti del Carroccio all’Emiciclo. All’aquilano Emanuele Imprudente, forte dei suoi quasi 9.000 voti, dovrebbe andare l’assessorato all’Agricoltura, Caccia, Riserve e Montagne, Sistema Idraulico e Ambiente, oltre che la vicepresidenza della giunta. Alla pescarese Nicoletta Verì la Sanità, al frentano Nicola Campitelli (7.753 preferenze) l’Urbanistica, a Piero Fioretti (coordinatore Lega provincia di Teramo) il Lavoro, Scuola e Formazione. Anche se quest’ultimo, dovrebbe essere esterno. Sembra, invece, al momento, escluso l’avvocato teramano Pietro Quaresimale. Scelta, questa, che sta sollevando ben più di qualche malumore.

In casa Forza Italia, invece, la situazione è diversa. Avendo a disposizione meno poltrone, l’assegnazione delle stesse potrebbe dare qualche grattacapo al coordinatore regionale Nazario Pagano. Rumors – sempre più accreditati, a dire il vero – vedrebbero Mauro Febbo ricoprire il ruolo di presidente del consiglio regionale. Il pescarese Lorenzo Sospiri, invece, è sempre più accreditato a indossare i panni di assessore alle Attività Produttive e al Turismo. I più informati, però, non escludono che possano invertirsi i ruoli, anche se l’esperienza maturata da Febbo in questi anni è un biglietto da visita notevole per una carica così importante come quella che gli verrebbe attribuita. Umberto D’Annuntiis potrebbe ricoprire il ruolo di sottosegretario con delega a Infrastrutture e Trasporti, posizione che non esclude la possibilità di supplenza favorendo l’ingresso in consiglio di Gabriele Astolfi.

A Fratelli d’Italia, partito che ha proposto il neo presidente Marco Marsilio, spetterebbe l’assessorato dell’aquilano Guido Quintino Liris, molto probabilmente al Bilancio. A Marsilio, invece, deleghe di primo piano, ovviamente: ricostruzione, protezione civile e Politiche Europee. Resta alla finestra, in attesa di capire i movimenti che potrebbero agevolarne l’ingresso in consiglio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco e tra i più votati nella provincia dell’Aquila.

Detto questo, ulteriore attenzione è focalizzata sul ruolo dei supplenti e sul meccanismo della surroga; cioè la possibilità che i futuri e possibili assessori hanno di liberarsi dai propri incarichi dando, così, spazio ai primi non eletti. Che, in quest’ottica sarebbero i tre leghisti Antonietta La Porta, Luca De Renziis e Fabrizio Montepara, Marina Febo per Forza Italia e, appunto, Mario Quaglieri per Fratelli d’Italia.

Ciò che in queste ore, però, sta tenendo banco è la dichiarazione di Marsilio nel voler alzare il numero degli assessorati in giunta: “La regione ha solo sei assessori e lo considero un problema di funzionalità dell’ente. Una normale città ha nove o dieci, a volte, dodici assessori. Le Regioni hanno un lavoro enorme da fare sul territorio e nel rapporto con Roma, dove quasi tutte le settimane gli assessori sono chiamati a presidiare i ministeri. Credo che a sole sei persone questo compito immane sia alla radice di tante disfunzionalità, quindi porrò questa riflessione al Consiglio alla prima seduta”.

Idea, questa, che ha già sollevato numerose polemiche da parte dell’opposizione che si è scagliata duramente contro il neo presidente, reo di mettere in secondo piano gli interessi degli abruzzesi rispetto a quelli della sua coalizione. Ci si interroga, inoltre, sul fatto che, avendo la Regione un determinato budget da redistribuire per i componenti del Consiglio, questo potrebbe andare a scontentare chi ha l’assessorato sicuro e che, quindi, si vedrebbe decurtare parte dello stipendio per garantire l’ingresso di altri esponenti. Ma, è bene precisarlo, sono rumors che in queste ore circolano e che troveranno, semmai, conferma solo nei fatti.