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Nuova vita per Palazzo de’ Mayo a Chieti grazie alla Fondazione Banco di Napoli, inaugurata mostra del teatro San Carlo

Chieti. Cerimonia di inaugurazione a Chieti per Palazzo de’ Mayo, nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della fusione per incorporazione della Fondazione Chieti per Abruzzo e Molise nella Fondazione Banco di Napoli. Lo storico edificio, già proprietà della Fondazione Carichieti, confluito nel patrimonio della fondazione partenopea di cui diventa una delle sedi, ospita da oggi la mostra scenografica ‘Arte/Teatro’ a cura del Teatro di San Carlo di Napoli: esposizione di 35 costumi e allestimenti teatrali realizzati nell’arco di circa vent’anni.

La mostra, che sarà inaugurata domani, resterà aperta fino a ottobre 2019. In serata il teatro Marrucino ospiterà un concerto dell’orchestra del teatro San Carlo la cui prova generale, a metà pomeriggio, è aperta al pubblico. Nell’ambito della fusione, perfezionata di recente, il Comune di Chieti ha indicato il commercialista Angelo Marrone, già vice presidente Fondazione Chieti per Abruzzo e Molise, quale componente del Consiglio generale Fondazione Banco Napoli.

“Le nostre fondazioni si sono fuse con un importante punto d’incontro: l’obiettivo è creare rete di solidarietà reticolare e diagonale”, ha detto la presidente della Fondazione Banco di Napoli, Rossella Paliotto, in conferenza stampa, “reticolare significa essere capaci di interconnettersi con soggetti istituzionali e con la società perché, come ha detto il presidente Mattarella nel discorso di fine anno 2018, le fondazioni di matrice bancaria sono corpi intermedi tra istituzioni e società. Ovvio che essere sono soggetti non profit gestendo grandi patrimoni finanziari significa guardare a efficienza, capacità e valutazione dei progetti ai quali si conferiscono contributi affinché questi rendicontabili, monitorabili, ma soprattutto abbiano una ricaduta valoriale sulle comunità di riferimento”.

“Come fondazione banco di Napoli in Abruzzo e Molise”, ha aggiunto, “vogliamo rappresentare un punto di riferimento per la riscoperta delle radici spirituali culturali di queste comunità collegate alle nostre. Nostro vero obiettivo è creare nel Meridione una solidarietà, una reciprocità che possano essere d’aiuto alle comunità di riferimento”.