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Nuovo anno scolastico all’Aquila, Fioramonti: dopo 10 anni inaccettabile situazione delle scuole, ho chiesto cambio di passo

Il ministro dell'Istruzione: "i social? Alzare la qualità del dibattito o clima insostenibile"

L’Aquila. “E’ inaccettabile che dopo dieci anni non si sia ripartiti soprattutto nel contesto scolastico, quindi ho chiesto una totale inversione di tendenza, un cambio di passo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, all’Aquila per l’inaugurazione dell’anno scolastico alla cui cerimonia pomeridiana è prevista anche la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel decennale del sisma che ha sconvolto il capoluogo abruzzese.

“La nostra presenza qui”, ha spiegato il ministro Fioramonti, “è una testimonianza di vicinanza e anche una testimonianza di responsabilità, perché dopo dieci anni, diciamocelo chiaramente, le parole non contano più. E’ anche vero che la difficoltà nella ricostruzione prevede molti livelli di governance coinvolti quindi non c’è una responsabilità di qualcuno in particolare però resta il fatto che una persona seria dopo dieci anni non può fare altro che evitare troppe parole, ascoltare e prendersi la responsabilità di cambiare le cose”.

“La rivoluzione digitale è una rivoluzione fondamentale e molto accelerata, la scuola è l’occasione che le giovani generazioni hanno per affacciarsi alla nuova tecnologia che è molto trasversale e incide su tutto. Dobbiamo capire il digitale tutti quanti, non solo chi si occupa di informatica”, ha aggiunto il ministro dell’Istruzione, “molto favorevole affinché un’esperienza come il coding, che negli Stati Uniti ha avuto molto successo, sia portata nelle scuole, non per formare all’informatica, ma perché il coding aiuta anche parte del nostro cervello a svilupparsi, un po’ come facevano il latino e le lingue straniere. Sappiamo dagli studi di neurologia che il coding aiuta il cervello a formarsi in un certo modo”.

“Con i social network”,  ha precisato Fioramonti, “ho un rapporto molto positivo e un po’ conflittuale; in realtà sui social viaggia un po’ di tutto, però dobbiamo gestirli, da un lato per cercare di comunicare nella maniera più orizzontale possibile, dall’altro per alzare un po’ la qualità del dibattito, perché se lo lasciamo soltanto a chi fa tanto rumore diventa davvero insostenibile”.

“La nostra presenza qua non è simbolica, ma di contenuto”, ha concluso il neo ministro dell’Istruzione in quota Movimento 5 Stelle, “una presenza in punta di piedi perché veniamo a dieci anni da un terremoto devastante dove ancora purtroppo la capacità di ricostruzione dei plessi scolastici lasciano un po’ a desiderare. Il messaggio è a tutta la scuola nella sua generalità per l’importanza della scuola anche nello sviluppo economico del Paese e anche per rivitalizzare e rilanciare i territori”.