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Officina L’Aquila, rassegna internazionale di restauro e riqualificazione urbana. Il racconto della prima giornata della kermesse

L’Aquila. Un grande progetto di comunicazione del post-sisma aquilano, che individui un brand territoriale attraverso cui veicolare l’immagine della nuova L’Aquila, una città capoluogo che in dieci anni ha rimesso in piedi gran parte del suo ‘scheletro’ architettonico e soprattutto la sua ‘anima’ sociale e comunitaria: è ciò a cui sta lavorando il Fondo etico della ricostruzione (l’iniziativa solidaristica voluta nel 2014 dal sistema dell’Ance abruzzese per sostenere azioni e opere utili alle comunità e interventi a sostegno di attività culturali, sociali e sportive dei territori colpiti dal sisma), con la collaborazione della casa editrice Carsa. L’annuncio è stato dato questa mattina dal presidente del Fondo etico Aldo Mancurti nel corso della tavola rotonda sul ‘Racconto della ricostruzione 2009-2019’ organizzata da ‘Officina L’Aquila’ partita oggi e in prosecuzione fino a domani, giovedì 23 maggio, all’Auditorium del parco del Castello.

La realizzazione di un grande progetto di comunicazione della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico è uno degli spunti emersi nella prima giornata dell’edizione primaverile di ‘Officina L’Aquila – incontri internazionali, rassegna internazionale di restauro e riqualificazione urbana’ promossa e organizzata da Carsa srl in collaborazione con ANCE Abruzzo, insieme ad ANCE L’Aquila, ANCE Chieti, ANCE Pescara, ANCE Teramo, che si tiene due volte l’anno nel capoluogo di regione colpito dal sisma. La rassegna affronta e scandaglia la ricostruzione della città e del suo territorio colpiti dal terremoto, indagandone tutti gli aspetti urbanistici, strutturali e architettonici, ma anche quelli sociali e culturali.

La prima giornata ha avuto al centro il tema della comunicazione e del racconto del sisma, dell’emergenza, della ricostruzione, tema caro a Carsa sin dai primi momenti dopo il terremoto. A ribadirlo è stato il coordinatore di Officina, Roberto Di Vincenzo. “Per noi quello del 2019 è stato un decennale vero – ha detto Di Vincenzo – due mesi dopo il sisma abbiamo organizzato un convengo sulle prospettive del territorio aquilano, a luglio 2009 alla fiera di Milano abbiamo portato il nostro volume sull’Aquila e i 100 monumenti da salvare, poi distribuito ai giornalisti di tutto il mondo in occasione del G8. Poi è nato il ‘Salone della ricostruzione’, da cui tre anni fa ha preso naturalmente le mosse proprio ‘Officina L’Aquila’ perché c’era, arrivati a quel punto, la necessità per iniziare a riflettere su come si stava ricostruendo e sulla necessità di far conoscere il processo in atto, infine sintetizzato con il nostro libro pubblicato l’anno scorso ‘L’Aquila, la città e il nuovo millennio'”.

Dopo i saluti del presidente dell’Ance L’Aquila Adolfo Cicchetti, del presidente di Ance giovani Andrea De Leonibus, del presidente di Ance Abruzzo Armando Di Eleuterio, della deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane, si è entrati nel vivo della tavola rotonda. Il sottosegretario di Stato del Mibac, Gianluca Vacca, ha garantito certezze sugli emendamenti in discussione in Parlamento sulla ricostruzione del cratere 2009 e 2016: “Saranno presto discussi e approvati in Parlamento”, ha detto Vacca, che ha poi rassicurato sul mantenimento della Soprintendenza all’Aquila: “La soprintendenza speciale dell’Aquila e dei comuni del cratere non solo non chiude ma diventerà un ufficio stabile. L’Abruzzo avrà quindi due Soprintendenze stabili, a dimostrazione della grande attenzione che il Mibac ha per la ricostruzione. Stesso discorso – ha aggiunto – per il Segretariato regionale, la cui sede resterà all’Aquila e non sarà accorpata con il Lazio. Nessuno scippo, quindi, alla città, come invece qualcuno ha frettolosamente voluto far credere. Abbiamo avviato un piano di riorganizzazione all’interno del ministero tenendo ben presente l’importanza degli uffici dell’Aquila, considerato il grande lavoro che ancora resta da fare. Un piano che a breve comincerà il suo iter di approvazione e che, quindi, ci tengo a sottolinearlo, prevede una Soprintendenza stabile in più per l’Abruzzo. La stabilizzazione della soprintendenze con questa nuova configurazione potrebbe comportare un ripensamento delle altre sedi degli uffici periferici del Mibac in Abruzzo, ma il tutto avverrà nel caso dopo un’interlocuzione con gli enti locali e con i territori, come abbiamo sempre fatto. Interlocuzione – ha concluso Vacca – che riguarderà anche l’ambito territoriale della nuova Soprintendenza”. Il Governo sta inoltre per sbloccare la delibera Cipe che consentirà di sostenere l’arrivo di personale aggiuntivo negli uffici periferici del Mibac nel territorio del cratere e “delle 4mila unità destinate a tutta Italia, una parte importante riguarderà i crateri sismici”, ha detto il sottosegretario. Il nuovo personale arriverà in parte alla fine del 2019 e in parte nel 2020. Rassicurazioni da Vacca anche per la realizzazione del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Interessante la tavola rotonda moderata dal direttore editoriale di Carsa, Oscar Buonamano, con gli interventi dei giornalisti delle testate locali e nazionali sul modo in cui in questi 10 anni è stato affrontato il sisma dell’Aquila dalla stampa nazionale. Il giornalista della testata online News Town, Nello Avellani, ha spiegato che “la nostra è una realtà molto particolare, per i giornalisti che non vivono nel territorio è più facile venire e raccontare il deserto del centro storico anziché cercare di raccontare una città che rinasce con tutte le sue complesse dinamiche e problematiche”.

La giornalista del quotidiano Il Centro, Marina Marinucci, ha ricordato che “oggi la ricostruzione avanza nel centro città, ma non dimentichiamo che le frazioni aspettano ancora una ricostruzione che non è partita, con un cronoprogramma che non è stato rispettato”.

Il caposervizio del Messaggero L’Aquila Angelo De Nicola ha sottolineato che “il decennale è stata un’occasione persa, c’è bisogno di un grande progetto di comunicazione”, in linea con quanto sostenuto da Mancurti sulla realizzazione di un ‘brand L’Aquila’. Ha posto un interrogativo sul futuro dei ragazzi dell’Aquila la responsabile del quotidiano online Il Capoluogo, Roberta Galeotti, per la quale “gli aquilani hanno bisogno, in questa fase post-sisma, di notizie positive. Tuttavia L’Aquila ha perso l’occasione di trasformare la tragedia in opportunità”.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta ha sottolineato che “l’attuale fase della ricostruzione avrebbe bisogno di una struttura comunicativa che è diversa da quella dell’informazione, e il salto di qualità della narrazione si è visto subito con l’arrivo di Officina. Ma attenzione – ha ribadito – a non confondere i due piani della comunicazione e dell’informazione: quest’ultima deve evidenziare le criticità”. Il vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo ha invece riportato l’attenzione sulla costruzione dei 19 quartieri del progetto Case: “E’ vero che hanno dato un tetto a migliaia di persone, ma nello stesso tempo hanno disperso la comunità ed è un errore gravissimo perché, dopo molti anni, diventa difficile sanare la dispersione”.

Per il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna, il racconto del post-sisma aquilano dovrebbe accentuare notizie come la mancanza di morti sul lavoro nei cantieri della ricostruzione. Per la rettrice dell’università dell’Aquila Paola Inverardi “L’Aquila è oggi una città migliore di quanto lo fosse prima del terremoto, merito anche dell’importante reazione che ha avuto il sistema delll’ateneo, uscito dopo sei anni dall’emergenza”.

L’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, ha mandato i suoi saluti al pubblico di Officina, in occasione della visita nel cantiere di Sant’Emidio, il più grande d’Europa, quello che riguarda il grande aggregato arcivescovile di piazza Duomo.

Davide Iannini di Iannini costruzioni ha spiegato che “il complesso Sant’Emidio in Piazza Duomo è il il più grande cantiere dell’Aquila. Un cantiere-scuola dove sono state applicate tutte le possibili tecnologie all’avanguardia per la ricostruzione”.

Alle 14,30 è partito il press tour nel cantiere del complesso di Sant’Emidio (Sac-Iannini Dp Restauro) e di palazzo Margherita (sede del Comune dell’Aquila) a piazza Palazzo, la cui ricostruzione è eseguita dall’impresa aquilana Digimastri.

Domani seconda e ultima giornata di lavori, a partire dalle 10. Si affronterà il tema fondamentale del “Riabitare l’Appennino per riabitare l’Italia. Analisi delle condizioni materiali e immateriali dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico”. Nella sessione pomeridiana (dalle 14.30 alle 18.30) si parlerà di “Resilienza e protezione del territorio e delle infrastrutture”.