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Omicidio Bellisari, niente segni di effrazione, il pensionato ha aperto la porta al killer

1Teramo. Sono un centinaio gli elementi repertati dai Ris di Roma che, ieri pomeriggio, hanno concluso il sopralluogo nell’abitazione di Intermesoli nel comune di Pietracamela (Teramo) dove e’ stato barbaramente ucciso Renato Bellisari di 77 anni. Si tratta di impronte, oggetti e materiale vario su cui si concentrera’ il lavoro del reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri che rimetteranno nelle prossime tre settimane i risultati. Il grosso dell’attivita’ si e’ concentrato tra la cucina e l’ ingresso. Al momento, trova conferma il fatto che non esistono segni di effrazione per cui il pensionato ha aperto al suo assassino. Resta ignoto il killer come pure sono aperte ancora diverse piste sul delitto. Dalla rapina alla discussione finita in lite con chi, probabilmente, conosceva. La casa non e’ stata rovistata per cui l’ipotesi della rapina non trova piena conferma, anche se mancano alcuni soldi che l’uomo forse aveva con se’ e forse era stato obbligato a consegnare. Si scava nel passato di Bellisari, specie negli ultimi giorni e attimi di vita. Tante le persone ascoltate dai carabinieri del reparto investigativo di Teramo fra conoscenti e vicini di casa. La morte di Renato Bellisari risale tra giovedi’ e venerdi’ scorso. L’autopsia eseguita sabato dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra conferma la morte violenta. L’assassino lo ha colpito alla testa sette volte.