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Omicidio Montesilvano: locale chiuso per due mesi, proseguono le ricerche dell’indagato

Montesilvano. Chiuso per due mesi il risto pub “Birra Mi” di Montesilvano, dove nella notte tra venerdì e sabato scorsi è stato ucciso il 21enne Antonio Bevilacqua. I Carabinieri della locale Compagnia stamani hanno eseguito il relativo provvedimento emesso dal Questore di Pescara ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. La richiesta di sospensione dell’attività era stata proposta dagli stessi militari dell’Arma. Provvedimento analogo nei confronti della sala slot che si trova accanto al pub. Oltre all’omicidio, in precedenza i due locali erano già stati oggetto di costanti e frequenti controlli da parte dei carabinieri che avevano accertato come le attività fossero divenute luoghi di aggregazione di pregiudicati e di persone con precedenti di polizia. L’omicidio, spiegano i Carabinieri, ha rappresentato il “momento culminante di tali critiche situazioni”. Intanto proseguono le ricerche
del presunto killer, Massimo Fantauzzi, 46 anni, che ha fatto perdere le sue tracce dalla notte del delitto. Avrebbe ucciso il 21enne, con un colpo di fucile al volto. Dopo una lite nel locale, si sarebbe allontanato per poi tornare con l’arma e con il viso coperto da passamontagna.

Mentre proseguono le ricerche da parte delle forze dell’ordine, della persona che ha ucciso sabato scorso in un pub di
Montesilvano (Pescara) Antonio Bevilacqua, parla l’avvocato della famiglia del 21enne, Giancarlo De Marco. Il legale parla di un omicidio volontario: “Credo che sia stata indiscutibile la volontà di uccidere perché le modalità del fatto, ovvero puntare un fucile contro una persona a distanza di poche decine di centimetri, denota proprio la volontà omicida e non si può dire che ha sparato perché voleva intimorire. Sparare sul viso di una persona vuol dire volerla uccidere”. Sulla rabbia della famiglia del giovane ucciso, e di eventuali taglie proposte per la cattura dell’assassino, l’avvocato De Marco ha aggiunto: “Su questo io no so nulla. So solo che la famiglia sta avendo un atteggiamento molto composto e vuole giustizia e non vuole vendetta. Queste sono le parole della madre. Ora se ci sono persone che magari vogliono interferire in questo non so”. Sulla causa della discussione che sarebbe poi sfociata nell’omicidio, e su una eventuale conoscenza fra il 21enne e il suo assassino, il legale ha spiegato: “Sui particolari non so molto , ci sarebbe stata una discussione, forse è volata qualche parola, ma niente poteva far presagire una conclusione del genere. Il movente? Non lo so e sarà una cosa da vedere dopo.