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Delitto Neri, spunta la pista estera: famiglia della vittima facoltosa e con passato in Venezuela

Pescara. Continuano senza sosta le indagini sulla morte del giovane Alessandro Neri. In attesa dell’arrivo del Ris da Roma gli inquirenti non escludono al momento nessuna ipotesi: dal suicidio, pista meno probabile, fino all’omicidio premeditato o d’impeto.
Il corpo del 29enne è stato ritrovato giovedì dai cani molecolari in una località impervia nota come fosso Vallelunga, vicino al cimitero di San Silvestro. Il giorno prima, mercoledì, il ritrovamento dell’auto in centro a Pescara ad oltre sette chilometri da luogo in cui è stato scoperto il cadavere. Secondo alcune testimonianze, che trovano conferma dalle telecamere di videosorveglianza, è stato ripreso il passaggio della vettura la mattina presto di mercoledì. Qualche ora dopo è stata segnalata, individuata e portata via per i rilievi del caso. A questo punto sarà determinante stabilire l’ora della morte per appurare se sia stato Alessandro o il suo killer a parcheggiare l’auto in quel luogo.
Il ritrovamento del corpo, seduto e con i piedi nel torrente, il cappuccio della felpa in testa ed un colpo d’arma da fuoco al torace, fa pensare ad un’esecuzione. Ma sembrano essere spariti il portafogli ed un collana d’oro. Il furto è stato inscenato per nascondere un altro movente oppure Alessandro è stato rapinato e poi ucciso in un delitto d’impeto, per una rapina finita male. Certo gli interrogativi sulla morte di questo giovane, apparentemente dalla vita tranquilla, sono molti.

Tuttavia gli inquirenti stanno rivolgendo particolare attenzione alla pista estera. Il ragazzo apparteneva ad una famiglia molto benestante. Il nonno materno Gaetano Lamaletta ha costruito una vera fortuna in Venezuela nel ramo dell’edilizia per poi fondare in Abruzzo, a Orsogna, la nota azienda vitivinicola: Il Feuduccio, in cui Alessandro lavorava insieme allo zio materno. Il papà Paolo è orafo a Firenze, mentre la mamma Laura è originaria di Giuliano Teatino. Qualche anno fa però la decisione di tornare in Abruzzo e scappare da quel paese divenuto violento e pericoloso sotto la presidenza di Maduro. Ma quello che gli inquirenti si chiedono è se la fuga dal Venezuela sia dovuta a motivi strettamente personali oppure no e, soprattutto, se la pista venezuelana sia quella da percorrere per scoprire chi e perché ha ucciso Alessandro.