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Operaio morto schiacciato da una scaffalatura, la Guardia Costiera di Ortona consegna l’informativa

Foto: Ansa

Chieti. La Guardia Costiera di Ortona ha consegnato oggi in Procura a Chieti l’informativa relativa all’incidente sul lavoro costato la vita nella tarda mattinata di ieri a Ridvan Meizini, 59 anni, l’operaio di origine kosovara con cittadinanza italiana, morto a Ortona dentro un container schiacciato da una grossa scaffalatura metallica. L’incidente sul lavoro si è verificato sulla banchina di riva, dove l’operaio, che abitava a Villa Caldari, si trovava all’interno di un container-magazzino ubicato in un cantiere navale dismesso di una ditta di Ortona.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani, che coordina l’inchiesta, procede per omicidio colposo allo scopo di accertare le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità. L’autopsia, affidata al medico legale, il prof. Cristian D’Ovidio dell’università d’Annunzio sarà effettuata non prima dopodomani a Chieti per consentire la notifica degli avvisi di garanzia che in questa fase rappresentano un atto dovuto per consentire la partecipazione all’autopsia di eventuali consulenti delle parti. Sulla morte dell’operaio, intanto, è intervenuto Germano Di Laudo, segretario generale Cgil Chieti.

‘Sulle responsabilità della morte di Ridvan Meizini, che lascia una moglie e quattro figli, farà luce la magistratura. Per quanto ci riguarda”, dice fra l’altro Di Laudo, “la Cgil esprime un sentimento di vicinanza e solidarietà alla famiglia alla quale, se lo vorrà, metteremo a disposizione tutte le nostre strutture per aiutarla nelle sue necessità. Ma accanto alla solidarietà dobbiamo esprimere anche un sentimento di rabbia, di indignazione per la frequenza quotidiana con cui si verificano piccoli e grandi incidenti sul lavoro, vicende di cui anche la nostra provincia è purtroppo protagonista in negativo e che sono indegne per un Paese cosiddetto civile”.

”La Cgil comunque non può limitarsi ad assistere a quanto accade. La maggior parte di questi eventi sono legati al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, per le aziende spesso un risparmio su cui fare leva per potersi aggiudicare una commessa o un appalto. Dobbiamo tutti”, sottolinea Di Laudo, “spingere con convinzione perché la sicurezza diventi centrale e prioritaria nel nostro approccio ai temi del lavoro, ma soprattutto perché caratterizzi l’attività quotidiana e l’agire in tutti i luoghi e in ogni situazione. A gennaio dopo un lungo lavoro di preparazione e di condivisione dei contenuti e degli obiettivi da raggiungere abbiamo sottoscritto un Protocollo in materia di salute e sicurezza tra diversi attori del nostro territorio: sindacati, Asl, Inail, Direzione Territoriale del lavoro e associazioni datoriali e di categoria”.

“E’ arrivato però il momento di accelerare gli interventi che abbiamo previsto, tra cui la formazione e la prevenzione, che acquisiscono un ruolo prioritario e irrinunciabile per preparare sempre più gli addetti e per far acquisire agli imprenditori piccoli e grandi la cultura e la pratica del fatto che sicurezza non è un costo e non può essere considerato un fattore su cui intervenire con tagli e omissioni. Solo così potremo raggiungere la certezza che gli uomini e le donne che ogni giorno escono di casa per andare al lavoro potranno rientrarvi e riabbracciare i propri famigliari”.