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Operazione Onpi, indagata ex direttrice Csa L’Aquila, Segretario comunale ed un imprenditore

L’Aquila. Su disposizione della Procura della Repubblica dell’Aquila la Polizia di Stato (Squadra Mobile e Sezione di p.g. presso la Procura – aliquota Polizia di Stato) sta eseguendo la notifica della misura cautelare interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari (Guendalina Buccella), questura l'aquilanei confronti di un funzionario del comune dell’Aquila per induzione indebita a dare o promettere utilità (reato previsto all’art. 319 quater del c.p.). L’Ex direttore pro tempore dell’Istituzione C.S.A (Centro Servizio Anziani), ex O.N.P.I. (Opera Nazionale Pensionati Italiani) ubicata a L’Aquila in via Capo Croce 1, nonché attuale coordinatrice della medesima struttura, organo strumentale del Comune dell’Aquila, è indagata per aver indebitamente indotto un imprenditore, titolare della Ditta di facchinaggio e traslochi denominata “Logistica & Servizi”, a darle 1.000 euro, con la promessa estorta di farsene dare altri 100 o 200, palesandogli, in caso contrario, l’interruzione dei rapporti lavorativi tra la predetta istituzione pubblica e l’azienda in questione. L’imprenditore, anch’egli indagato, ha aderito alla richiesta consegnando in contanti i soldi richiesti e promettendo di consegnare a breve altri 100 o 200 euro. I gravi indizi di colpevolezza sono stati desunti: dall’esame della documentazione acquisita presso il Comune dell’Aquila che evidenzia una richiesta di preventivo alla ditta “Logistica & Servizi” del luglio 2014, che in pari data, consegnava l’offerta per il trasporto e rimontaggio del mobilio pari ad 13.500 euro + iva; con determina sempre di luglio 2014, la direttrice affidava alla ditta i lavori di trasporto, revisione e rimontaggio del mobilio di 36 camere del corpo D, per un importo di 13.500,00 + iva; con determina del novembre 2014 veniva liquidata la fattura emessa dalla ditta per un importo di euro 16.470,00 iva inclusa; nel marzo 2015 la direttrice inviava alla ditta una nuova richiesta di preventivo per i lavori di revisione e montaggio di una porzione di arredi depositatati presso la sede A.S.M. in localita’ Bazzano, all’interno di mini appartamenti ubicati al piano terra dei corpi D e Z dell’immobile ex Onpi, assegnazione gia’ prospettata al titolare con largo anticipo; dall’esame della documentazione bancaria sono stati eseguiti anche i necessari riscontri sugli estratti conto del c/c dell’imprenditore. Gli investigatori si sono avvalsi anche di testimonianze tra cui le dichiarazioni spontanee dello stesso imprenditore indagato (rese durante la perquisizione domiciliare da lui subita nel corso delle indagini); dal contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno evidenziato l’esistenza di un rapporto monetario tra i due, in cui il prestatore d’opera doveva consegnare del denaro, peraltro in contanti, alla direttrice; dal tono e dai riferimenti usati, la funzionaria allude anche ai possibili futuri lavori da assegnare all’imprenditore direttamente, ovvero senza gara pubblica o comparazione di prezzi; l’uomo riceve indicazioni su come compilare correttamente la fattura in modo da incassare rapidamente il corrispettivo di 13.500 uro più iva, deliberato dal pubblico ufficiale con propria determina dirigenziale, incasso che effettivamente avverrà il 18.11.2014, con un bonifico di euro 16.466,31. A parere della Procura e del G.I.P., non aderire alle richieste economiche del Pubblico Ufficiale avrebbe comportato per il titolare della ditta, quale conseguenza negativa, la perdita dell’opportunità di essere incaricato per l’esecuzione di lavori futuri: la sua piena adesione alle illecite richieste e il conseguente gradimento che ne derivava, determinava il proseguimento del rapporto lavorativo e il conferimento di nuovi incarichi: d’altro canto l’uomo nulla fa per opporsi alla volontà del funzionario e ne segue dettagliatamente le indicazioni, preoccupato, evidentemente, per le conseguenze negative che una qualunque forma di diniego avrebbe comportato: in ogni caso se da un lato subisce le pressioni illecite del pubblico ufficiale che lo inducono al versamento di 1.000 euro, dall’altro ricava un concreto vantaggio dall’adesione a tali pressioni: trascorsi tre mesi dalla dazione di quell’importo, infatti, il 20.03.2015, l’uomo riceveva una nuova richiesta di preventivo per ulteriori lavori, venendo cosi’ mantenuta fede all’illecito patto. I fatti sono avvenuti a L’Aquila il 10 dicembre 2014. L’inadine à stata enominata “Operazione Onpi”. Intanto sono attesi a strettissimo giro ulteriori sviluppi su altri ipotesi di reato commesse.