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Operazione “Ultimatum al Crimine”, il pizzaiolo di San Vincenzo era “il custode della merce” nell’area abruzzese

San Vincenzo Valle Roveto. Hashish, marijuana, cocaina: da vendere, da spacciare e spesso anche da consumare. La droga partiva dal Napoletano e arrivava in Ciociaria. L’espansione del mercato era però pensata in Abruzzo e un sodalizio criminale era già arrivato nella Valle Roveto, dove, secondo la ricostruzione degli uomini di Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, si trovava “il custode della merce” per quella zona.

Nell’inchiesta “Ultimatum al Crimine” è finito anche un pizzaiolo 45enne di San Vincenzo Valle Roveto, Aurelio Di Francescantonio, ora ai domiciliari.

Nelle oltre trecento pagine dell’ordinanza con cui è stata data esecuzione alle misure cautelari emesse dal Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, si legge che Di Francescantonio aveva “il compito di custodire la sostanza stupefacente per conto dell’associazione nel paese di San Vincenzo Valle Roveto e di effettuare, all’occorrenza, le consegne della sostanza ai componenti del sodalisto (…) che provvedevano a trasportare la sostanza stupefacente sul territorio sorano”.

E ancora: “Bracciale Alessio e Galuppi Fabiola” avevano il “compito di trasportare la sostanza stupefacente dal nuoco luogo di custodia, sito in San Vincenzo Valle Roveto, alla città di Sora e di consegnarla ai clienti dell’associazione.

I fatti emersi da un sofisficato sistema di intercettazioni telefoniche e ambientali risalgono a novembre del 2018.

Si tratta dello stesso periodo in cui in una piccola frazione del paese fu dato alle fiamme il night Millennium. All’epoca le indagini del rogo partirono con i carabinieri ma ieri, a distanza di due anni, gli arresti sono finiti nell’operazione di Finanza e Polizia, che ha coinvolto il basso Lazio.

In azione gli uomini agli ordini del colonnello del Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, Alessandro Gallozzi, del gruppo operativo di Frosinone, al comando del capitano Angelo Guglietta, insieme ai poliziotti agli ordini del Questore Leonardo Biagioli, coordinati dal vice questore a comando del Commissariato di Sora Paolo Gennaccaro e dal dirigente, capo della Squadra Mobile Flavio Genovesi.

Alle operazioni hanno preso parte le unità cinofile antidroga del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia e del Reparto Cinofili della Polizia di Stato di Nettuno, gli elicotteri del I^ Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, nonché equipaggi del “Reparto Prevenzione Crimine Campania” della Polizia.

Il mercato della droga, difesa con le “armi”

La droga arrivava dal Napoletano, dai quartieri di Scampia e San Giovanni a Teduccio, raggiungendo il Sorano e in ultimo la Valle Roveto. Nell’ordinanza si legge dei “delitti di vendita, cessione, offerta in vendita, distribuzione, commercio, acquisto, trasporto, consegna e detenzione illecita di sostanza stupefacente del tipo hashish, marijuana e cocaina; sodalizio i cui partecipanti (tra i quali vi sono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti) hanno la disponibilità di denaro ed armi per il conseguimento delle finalità dell’associazione”.

I funerali a prezzi stracciati, che sbaragliavano la concorrenza

Non solo droga, nel Sorano alcuni degli indagati erano leader del settore delle pompe funebri. Usavano trasportare i defunti su una Porsche e una Maserati. I funerali li offrivano a meno della metà rispetto ai concorrenti. Il vero guadagno arrivava dallo spaccio ma all’apparenza la residenza in Ciociaria era motivata dall’attività di Onoranze Funebri.

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